In poche righe viene qui riassunta l'essenza del neoliberalismo. Le parole di Paoda Schioppa sono illuminanti e svelano senza ombra di ambiguità i reali intenti che si celano dietro parole come riforme, rigore, austerità. L'idea del "buon padre di famiglia" che fa tirare la cinghia a tutta la sua famiglia in tempi di crisi, diviene d'un tratto la regina della menzogna.
"Nell’Europa
continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi
spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro,
della scuola e in altri ancora. Ma dev’essere guidato da un unico
principio: attenuare quel diaframma di
protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente
allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere,
con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi
difetti o qualità. Cento, cinquanta anni fa il lavoro era necessità; la
buona salute, dono del Signore; la cura del vecchio, atto di pietà
familiare; la promozione in ufficio, riconoscimento di un merito; il
titolo di studio o l’apprendistato di mestiere, costoso investimento. Il
confronto dell’ uomo con le difficoltà della vita era sentito, come da
antichissimo tempo, quale prova di abilità e di fortuna. È sempre più
divenuto il campo della solidarietà dei concittadini verso l’ individuo
bisognoso, e qui sta la grandezza del modello europeo. Ma è anche
degenerato a campo dei diritti che un accidioso individuo, senza più
meriti né doveri, rivendica dallo Stato.". (Padoa Schioppa, Il Corriere
della Sera del 26 Agosto 2003).
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mercoledì 25 settembre 2013
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