Visualizzazione post con etichetta Emergency. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Emergency. Mostra tutti i post

lunedì 22 dicembre 2014

Gino Strada for President. Un leader per una sinistra disastrata e dispersibile

 

Gino Strada è uno che mette d'accordo tutti. Perlomeno tutti coloro che conservano un briciolo di coscienza morale e non sono affetti da quella malattia tardiva che è il disincanto. Ovvio che uno come Gino attingerebbe maggiormente da quel bacino che tiene in ammollo milioni di persone di sinistra senza patria e senza più molta voglia di sgolarsi per una causa, ma riuscirebbe anche a fondere questa sinistra diffusa con il mondo dell'associazionismo e del volontariato, cioè in generale con persone per bene. Inoltre il chirurgo di Emergency ha un piglio deciso e tutti i segni corporei di uno che dice pane al pane e non ti frega. Gino Strada ha l'autorevolezza dell'uomo del fare e allo stesso un retroterra che lo pone affianco agli ultimi senza riserve, uno che scuote gli animi e ti invoglia a recuperare un senso delle cose, offuscato dalla paura e dall'indifferenza e annacquato da un nichilismo di maniera.
Insomma Gino ha un carisma che lo rende il miglior candidato una una sinistra disastrata che voglia uscire dal suo recinto e reclamare il governo della nazione, senza evocare gli spettri di un nuovo leaderismo autoritario travestito da buone intenzioni. Si dirà che cose del genere non funzionano e che finiscono per bruciare anche i migliori, come è successo al buon Ingroia, e che Gino Strada è la solita operazione di marketing che serve a supplire le carenze della politica. I più affezionati all'utopia della democrazia partecipativa, come nuova frontiera di una politica davvero democratica diranno che la soluzione non è il leader, ma un processo costitutivo dal basso ecc. Innanzitutto questa non sarebbe un'operazione di pura sommazione di frammenti dispersi della sinistra, che serve solo a dare ossigeno a qualche partitino agonizzante, ma sarebbe una chiamata alle armi di tutti gli arruolabili ad una causa che va al di la del cortiletto di casa di una sinistra litigiosa e dispersibile, con lo scopo di superare l'idea stessa di sinistra e far entrare energie nuove nella politica. Inoltre in questo caso non si tratterebbe di mera sopravvivenza, ma di un progetto ambizioso di governo dell'Italia e dell'Europa. Che Strada non sia un politico di professione è un bene, considerando che il servizio alla comunità si fa assai meglio con l'esperienza e con il buon governo che non con l'appartenenza ad un sistema losco e corrotto. In quanto al leader ormai anche i bambini hanno imparato che in una società dove i messaggi sono così fortemente veicolati da simboli e rappresentazioni ideali, il leader può e deve per forza di cosa assolvere al compito di dare l'avvio ad un processo che successivamente camminerà con le sue gambe. Il punto è riuscire a seguire una rotta.
Insomma non ci sarebbe alcuna controindicazione a proporre Gino Strada come alfiere degli scontenti e potenziale capo di un governo di salvezza nazionale. La sconcezza di un'era di venditori di pentole a cui è stato affidato il governo di un'intera nazione, giustificherebbe una soluzione del genere e chiunque dovrebbe sentire il dovere morale di sacrificare se stesso per il bene comune.
C'è un solo un piccolo problema: non credo proprio che Gino Strada accetterebbe.