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lunedì 7 luglio 2014

Ipocrisia e incoerenza cattolica

 
di Tonino D’Orazio

Cos’ha detto questa mattina Bergoglio? Non c’è telegiornale, ogni giorno che non ci descriva una frase a effetto di Bergoglio. Tutti si commuovono per la sua saggezza a livello popolare, comprensibile, non escatologico come il suo predecessore. Eppure non sono altro che ceffoni per la coscienza cattolica che governa questo paese da secoli e più in generale per il mondo cristiano intero.
Pensate cosa dice sugli immigrati come esseri umani e pensate a Giovannardi o a CL di Formigoni. Pensate a come la dignità umana, nell’assuefazione, nella paura popolar-cattolica o nella stupidità dei leghisti, venga legalmente calpestata davanti e dietro le nostre coste. Pensate alle “leggi” repressive, degli ex-comunisti Napolitano-Turco o degli ex-fascisti Bossi-Fini, cioè dei catto-comunisti veraci e dei catto-fascsiti concordatari. Pensate al rinvio renziano del problema immigrazione alle responsabilità europee.
Pensate a come la cattolicissima Spagna, a Ceuta, vicino a Melilla, possedimento frontaliero sulle coste marocchine, stia alzando ad oltre 6 metri di altezza la barriera di filo spinato anti-immigrazione, oltre, ovviamente a sparare sui clandestini che tentano di superarla con proiettili di gomma (non viene mai indicata la durezza chimica del proiettile). Piano piano il concetto di sparare è abbastanza caro e popolare anche in Italia. Anche in quella bocca del Mediterraneo, ormai da considerare cimitero di guerra, galleggiano cadaveri. In tutto il Mediterraneo sicuramente il numero ufficiale degli annegati va moltiplicato per dieci. E questa catastrofe sembra non interessare più nessuno, non suscita già più indignazione, forse sempre più paura sui numeri giornalieri, mentre tutti si commuovono davanti ai Facebook vari e alle stupidaggini più banali, con gli animali domestici (che non c’entrano nulla), super coccolati e super nutriti, compresi.
Pensate ai cattolici o ai cristiani nord-americani, di ogni tipo, oppure a tutti quelli che si riferiscono direttamente a tutte le contraddizioni della bibbia, utilizzando alla carte una volta un versetto e una volta un’altro. Si occupano moltissimo, giustamente, di tutto quello che rappresenta la pedofilia ecclesiastica, nel frattempo hanno costruito (efficacemente dal 1994) il Boarder Wall, un muro anti-uomo di metallo, reti ed elettricità sul confine con il Messico. Un muro lungo più di mille Km, costellato da telecamere, rilevatori di movimento, moderne squadre di vigilanza e, in alcuni punti (come in California), la costruzione ha un doppio muro rinforzato dal ferro spinato con una presenza militare 24h su 24, oltre all’acquisto di veicoli altamente tecnologici, di aerei e droni non ancora armati. Pensano di costruire altri 1.000 Km di recinzione in aggiunta, dotare la frontiera di radar, di oltre 40.000 poliziotti, e di riconoscimenti biometrici vari. Tutto ciò (ok repubblicani) in cambio della GreenCard di permanenza (Obama) per i clandestini attuali presenti da più di 10 anni. Il muro non ha impedito che sul territorio statunitense vi siano oltre 11 milioni di immigrati irregolari (di cui oltre la metà di origine ispanica) e che la lingua “non ufficiale”, ma parlata a maggioranza, di varie città sul confine, Los Angeles compresa, come il nome e la storia tradisce, sia lo spagnolo. La testa di ponte era ed è la lingua e la religione cattolica. Aree dove metodisti e protestanti anglosassoni del nord sono veramente minoritari e sconfitti.
Pensate al muro vergognoso da aparteit (segregazione) di Gerusalemme mentre davanti a Bergoglio si abbracciano Abu Mazen e Shimon Peres. “Pace e coesistenza tra i due popoli.” Già, lo diciamo tutti da almeno 50 anni su uno strato tale di morti da ricordare l’olocausto in ruolo scambiato. Ma ogni volta sembra tutto appena nuovo e di buon inizio. Se nel passato non fosse stato per il “palestinese” Andreotti, mai i cattolici sarebbero stati presenti in quell’area in termini di equilibrio. Oggi non più, ci hanno fatto scegliere Israele e i loro crimini con coscienza tranquilla di sapere che i cattivi sono sempre le vittime, anche quando tentano di difendersi con archi e frecce. Nel frattempo Israele continua a occupare strutturalmente e a costruire altre mille ville per i coloni, impoverendo e continuando il genocidio sottile della popolazione locale. Insomma non bastano immagini, slogans, frasi shock e preghiere condivise. Non ci si può nascondere dietro un dito a suon di ceffoni.

L’altro ceffone va ricondotto allo stato sociale in cui, con soprattutto il voto dei cristiani di ogni bordo, il neoliberismo sta riducendo in povertà la maggioranza della popolazione mondiale. Il tema della povertà, collegato a quello del lavoro, rischia di essere un cosiddetto tema surrealista. A. Breton, 1924: “Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale”. E’ la realtà disastrosa che ci ricorda cinicamente l’Istat quasi ogni giorno. Basta guardare bene intorno a sé, allora se ne intuiscono, o se ne vedono, volendolo, tutti i drammi. Compresa la razionale compravendita del voto per 80€ in qualità di sogno futuro, sapendo di doverne ridate il doppio al più presto. Sogno futuro condiviso dall’attesa dei pensionati.
Bergoglio proviene dal mondo della povertà e sa di cosa parla ogni volta e a chi. Anche se da gesuita ha convissuto per decenni tutto il periodo sud americano della teologia della liberazione. Per questo i poveri, ormai anche in Italia milioni, lo capiscono. Ogni giorno è un ceffone ai poteri forti e al “peccato” dell’arricchimento indebito, cioè non da lavoro, o a scapito della dignitosa esistenza umana. E’ una vera condanna a chi sta distruggendo l’assioma della sacralità della famiglia, pur riempiendosene la bocca. Quando Bergoglio interviene troppo fortemente, (“Non si può servire due padroni, Dio e la ricchezza”), con un moralismo comunicativo, le lobbies e la stampa internazionale (anglo-americana, cioè protestante), ovviamente in mano loro anche in Italia, lo rimettono al posto suo ricacciando il tema della pedofilia, tema serio ovviamente, ma ormai da polverone pilotato, malgrado la coraggiosa decisione di Bergoglio: “Se ne occupino i tribunali locali”. Basta farci caso per capire il gioco. Guardate anche la commozione e l’abbassamento di voce, a volte il sussurro di scena, dei telecronisti per intuire l’attesa misteriosa delle parole quando si aspetta Bergoglio. Si dice sussiego?
Ma il popolo, in gran parte il mondo cattolico se si può dire, si accontenta della bellezza delle parole di Bergoglio facendo finta di non capirne la violenza dell’accusa di corresponsabilità e di omertà. Si rifugia nel “Date a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare”. Ma Cesare si è mangiato anche Dio nella sua immagine e figura umana di povertà e contro l’ingiustizia del Figlio. Con Cesare hanno scelto il Dio-Denaro e la sopraffazione.
Se proprio i cattolici fanno finta, o non se ne sono accorti (ma mi stupirebbe), o si offendono, allora ben venga: “Cos’ha detto oggi Bergoglio?”
E avanti così!

lunedì 23 luglio 2012

Perché sono favorevole al matrimonio tra cattolici


di Franco Buffoni da cronachelaiche


Un utile esercizio che consiste nell'invertire censori e censurati, maggioranze e minoranze, discriminanti e discriminati. Non si sa mai.
Sono completamente favorevole al matrimonio tra cattolici. Mi pare un errore e un'ingiustizia cercare di impedirlo. Il cattolicesimo non è una malattia.
I cattolici, nonostante a molti non piacciano o possano sembrare strani, sono persone normali e devono godere degli stessi diritti della maggioranza, come se fossero, ad esempio, informatici od omosessuali.
Siamo coscienti che molti comportamenti e aspetti del carattere delle persone cattoliche, come la loro abitudine a demonizzare il sesso, possono sembrarci strani. Sappiamo che a volte potrebbero emergere questioni di sanità pubblica, a causa del loro pericoloso e deliberato rifiuto all'uso dei profilattici. Sappiamo anche che molti dei loro costumi, come l'esibizione pubblica di immagini di torturati, possono dare fastidio a tanti. Però tutto ciò risponde più a un'immagine mediatica che alla realtà e non è un buon motivo per impedire loro il diritto al matrimonio.

Alcuni potrebbero argomentare che un matrimonio tra cattolici non è un vero matrimonio, perché per loro si tratta di un rito e di un precetto religioso assunto davanti al loro dio, anziché di un contratto tra due persone. Inoltre, dato che i figli nati fuori dal matrimonio sono pesantemente condannati dalla Chiesa cattolica, qualcuno potrebbe ritenere che - permettendo ai cattolici di sposarsi - si incrementerà il numero dei matrimoni "riparatori" o volti alla semplice ricerca del sesso (proibito dalla loro religione fuori dal matrimonio), andando così ad aumentare i casi di violenza familiare e le famiglie problematiche. Bisogna però ricordare che questo non riguarda solo le famiglie cattoliche e che, siccome non possiamo metterci nella testa degli altri, non possiamo giudicare le loro motivazioni.
Inoltre, dire che non si dovrebbe chiamarlo matrimonio, ma in un'altra maniera, non è che la forma, invero un po' meschina, di sviare il problema su questioni lessicali del tutto fuori luogo. Anche se cattolici, un matrimonio è un matrimonio e una famiglia è una famiglia! E con questa allusione alla famiglia, passiamo all'altro tema incandescente, che speriamo non sia troppo radicale: siamo anche favorevoli a che i cattolici adottino bambini. Qualcuno si potrà scandalizzare. È probabile che si risponda con un'affermazione del tipo: "Cattolici che adottano bambini?!? I bambini potrebbero diventare a loro volta cattolici!".

A fronte di queste critiche, possiamo rispondere che è ben vero che i bambini figli di cattolici hanno molte probabilità di diventare a loro volta cattolici (a differenza dei figli degli omosessuali o degli informatici), ma abbiamo già detto che i cattolici sono gente come tutti gli altri. Nonostante le opinioni di qualcuno e alcuni indizi, non ci sono tuttavia prove che dimostrino che i genitori cattolici siano meno preparati di altri a educare figli, né che l'ambiente religiosamente orientato di una casa cattolica abbia un'influenza negativa sul bambino. Infine i tribunali per i minori esprimono pareri sulle singole situazioni, ed è precisamente loro compito determinare l'idoneità dei possibili genitori adottivi In definitiva, nonostante l'opinione contraria di alcuni, credo che bisognerebbe permettere ai cattolici di sposarsi e di adottare dei bambini.
Esattamente come agli informatici e agli omosessuali.