da Blasting News
Siria a parte non è un mistero che Obama abbia stanziato diverse decine di milioni di dollari per aiutare, con il solito eufemismo, le "rivoluzioni democratiche" in Venezuela e Ucraina. La magnanimità e il volto benedicente di Obama, contrapposti all'espressione truce e autoritaria di Putin e alla faccia da camionista troppo scuro di pelle di Maduro, vengono esaltati da tutti i media occidentali e la nostra Monica è in prima linea fra i giornalisti embedded. Ti sintonizzi su RaiNews 24 e pensi a dieci anni fa, quando testate come questa e RAI 3 ti apparivano uno spazio liberato dalla invadenza corrosiva delle reti berlusconiane, parte della RAI compresa. Oggi capisci invece che il crinale che divide l'informazione libera da quella di regime va ben al di là delle questioni di cortile e lo si vede da come RaiNews e altre testate trattano i temi internazionali.
È finalmente è chiaro che la contrapposizione non è fra berlusconiani e antiberlusconiani, ma fra una diversa concezione dell'economia e della visione geopolitica. Se in rete leggi di stragi perpetrate dai nazisti ucraini, come quella dei 43 sindacalisti trucidati in una scuola e in televisione l'episodio viene descritto come "scontri fra governativi e filorussi" capisci che qualcosa non va nell'informazione. Se la violenza di squadracce naziste viene glorificata dai media occidentali come rivolta di popolo contro il bieco oppressore, i sospetti si acuiscono.
Ma quando ti mostrano le violenza ben orchestrate di gruppi di destra in Venezuela che rincorrono anche all'uso di immagini taroccate per fare propaganda, come quella dello studente egiziano massacrato di botte e spacciato per venezuelano, contrabbandandole per rivolte di popolo e allo stesso tempo ignorano l'arresto di una spia americana, nella cui abitazione è stato rinvenuto un vero e proprio arsenale, allora hai la prova del nove che la certa stampa è solo il megafono della peggiore propaganda. Guardi i reportage di Lucia Goracci che dipinge come angeli vendicatori quei ragazzi che protestano contro l'odioso burocrate amico di Putin e poi ti accorgi che sono membri di Svoboda, l'organizzazione nazista che dopo la destituzione di Yanukovich, ha portato ben due dei suoi membri a ricoprire alte cariche governative (ministri della difesa e della cultura). Ti aspetteresti parole di condanna per l'uso disinvolto che le potenze occidentali fanno di oppositori dal curriculum quantomeno sospetto, contro governi "non amici" (jihaddisti in Siria e Iraq, nazisti in Ucraina), invece no, dagli ad esaltare l'eroismo vitale dei ragazzi ucraini e venezuelani che si immolano per una causa giusta, contrapposto al molle disincanto dell'occidente, dove guarda caso se gli oppositori si comportassero allo stesso modo degli ucraini verrebbero fucilati sul posto.
Cosa c'entra tutto ciò con Monica Maggioni e il gruppo Bilderberg è presto detto. Come si sa il gruppo Bilderberg è la manna dei cospirazionisti, ma teorie strampalate a parte non è un mistero che questo gruppo semi-clandestino che si riunisce a porte chiuse, composto da personalità influenti di vari paesi dell'economia, della finanza e del giornalismo, sia nato nel 1954 con il preciso intento di favorire il rapporto fra USA ed Europa e porre un freno all'antiamericanismo. Oggi il gruppo Bilderberg fa anche di più: contribuisce a dettare la linea economica dei paesi occidentali e delineare le strategie geopolitiche nello scacchiere internazionale. La nostra Monica Maggioni, non si sa bene come non si per quali meriti, è una dei pochi italiani invitati alle riunioni del gruppo.
Ognuno tragga le conclusioni che vuole
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domenica 22 giugno 2014
lunedì 18 giugno 2012
Spiegel: “Se l’Italia esce dall’euro ci guadagna, il danno è per la Germania"
Visto l'andazzo mi viene da crederci. Sarebbe stata buona cosa però citare i nomi degli "economisti liberi" di cui si fa menzione
da nocensura
L'Italia non avrebbe che da guadagnare da un'eventuale uscita dall'Euro: è quanto sostengono i (pochi) economisti liberi a cui il sistema non concede spazio, preferendo terrorizzare i cittadini sostenendo l'esatto contrario. Ma anche un articolo del tedesco "Spiegel" pubblicato nei giorni scorsi, ha rivelato che l'uscita dell'Italia dall'euro sarebbe un problema PER LA GERMANIA, e non per l'Italia.
Persino
la Grecia resterà nell'Euro, visto che stando agli esiti exit poll
divulgati in queste ore sta trionfando - incredibilmente, ma non troppo -
la coalizione Pro-Euro. Stanno facendo credere che in caso di uscita
dall'euro le cose andrebbero persino peggio, cosa che certo non
corrisponde a verità: ma grazie ai politici e sopratutto ai media, i
cittadini ci credono, nonostante siano stati MASSACRATI dall'Euro e dalla Germania - che insieme alla Francia - in cambio di (falsi) aiuti ha imposto al precedente governo ellenico l'acquisto di inutili e costose armi di loro produzione. Germania che nonostante abbia nei confronti della Grecia un debito di addirittura 70 miliardi risalente alla seconda guerra mondiale che non ha mai onorato, ha guadagnato ben 380 milioni di euro di interessi sui prestiti concessi ad Atene.
Come
ha dichiarato l'ex Ministro Martino, che ha commentato il prossimo
aumento dell'IVA che entrerà in vigore a Ottobre deciso da Monti
dicendo che "solo un imbecille può aumentare l'IVA in questo momento" L'ITALIA ORMAI è UNA COLONIA TEDESCA.
Ma
essendo il paese in mano a questa classe politica, stupidamente
sostenuta ancora dalla maggioranza degli italiani, che lobotomizzati dai
mass media continuano incredibilmente a sostenere partiti
pro-europeisti (PD, PDL, Terzo polo & partiti satellite di FALSA
opposizione, Lega e IDV) le possibilità che l'Italia possa uscire
dall'Euro sono davvero minime. Continueremo a pagare interessi altissimi
agli speculatori - con lo spread sopra i 450 punti per avere liquidità
lo stato corrisponde alle banche un tasso di interesse allucinante, del
7% - e sborsare soldi per salvare le banche altrui. E non è finita: il PEGGIO deve ancora arrivare, ma ormai siamo vicini: tramite l'ultima trovata, l'ERF, si prenderanno anche la nostra ambitissima riserva aurea... e pensare che secondo la mortadella del Bilderberg Prodi, avremmo avuto moltissimi benefici dall'Euro...
Staff nocensura.com
Di seguito l'articolo Spiegel: “Se l’Italia uscisse dall’euro, sarebbe un danno per la Germania” pubblicato da "iljester.com"
In altre parole, se l’Italia uscisse dall’euro, riprenderebbe a crescere.
Il suo debito verrebbe tagliato e la spirale recessiva verrebbe
interrotta bruscamente, aprendo le porte a una nuova fase economica,
rafforzata da un incremento massiccio delle esportazioni
(in ragione di una nuova lira svalutata), le quali a sua volta
“danneggerebbero” la Germania che perderebbe molto del suo attuale
potere contrattuale e negoziale. Un vero peccato che abbiamo una
politica che anziché perseguire gli interessi nazionali, è più preoccupata di tutelare gli interessi tedeschi ed europei a danno del popolo italiano che non ha bisogno né dell’euro né dell’Europa.
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martedì 29 maggio 2012
Casaleggio Connection. Chi controlla il controllore (di Grillo?). Un Sasson nella rete di Bildeberg
Nome: Enrico. Cognome: Sassoon. Nazionalità: italiana. Segni particolari: discendente della famiglia Sassoon. Oltre a ricoprire prestigiose cariche ed essere primo partner della Casaleggio, è soprattutto Board Member dell’Aspen Institute Italia, think tank emanazione diretta del Gruppo Bilderberg. Vale a dire il medesimo gruppo di tecnocrati che sta sconvolgendo l’Europa e che ha piazzato il “suo” Mario Monti in capo alla Presidenza del Consiglio italiano. Come diavolo è possibile che Casaleggio, influencer di Grillo, permetta al suo membro più rappresentativo di sedere tra le fila dell’Aspen, insieme a figure quali lo stesso Mario Monti, Giulio Tremonti, John Elkann, Giuliano Amato, Fedele Confalonieri, i due Letta, Enrico e Gianni, Emma Marcegaglia, Cesare Romiti, Lorenzo Ornaghi e altri? In teoria dovrebbero essere "nemici", Casaleggio e gli aspeniani…
di Andrea Succi da infiltrato
Negli
ultimi mesi, in particolare negli ultimi giorni, tutti giù a raccontare
vita morte e miracoli di Gianroberto Casaleggio, la manina che
scriverebbe i post più aggressivi, compresi quelli epurativi nei
confronti dei Cinquestelle non allineati, vedi Tavolazzi, Favia e altri.
E mentre
gli altri stanno lì a indicare la pagliuzza Gianroberto noi siamo
andati a fare le pulci alla trave Sassoon, il più importante,
autorevole, carismatico e potente socio/partner della Casaleggio
Associati. Per capire che non scherziamo né millantiamo basta
comparare il suo curriculum professionale con quello degli altri
soci/partner: a confronto sembrano poppanti ancora da svezzare.
Nel
1974, quindi appena un anno dopo la prima laurea - le altre due sono
state conseguite in Scienze Politiche e Storia – Enrico Sassoon mette piede nell’Ufficio Studi della Pirelli, “allora considerato un think tank tra i migliori d’Italia in campo economico”. Una carriera fondata all’insegna dei think
tank, dove le lobby economiche incontrano il potere politico per
decidere le sorti future di uno stato (o di un insieme di stati). E deve averne fatta di strada il nostro Sassoon se è vero com’è vero che nel tempo è diventato Board Member e Presidente del Comitato Affari Economici dell’American Chamber of Commerce in Italy, la camera di commercio americana in Italia, “un ponte qualificato tra Italia e Stati Uniti
con un network di cinquecento soci che include il cuore del mondo
produttivo italiano, un gruppo di aziende ad alto tasso di
internazionalizzazione capace di rappresentare il 2% del PIL nazionale.”
Praticamente una
super lobby di multinazionali, banche e grandi gruppi che unisce le
forze per proteggere in maniera più efficace i propri interessi e che promuove lo sviluppo dei rapporti commerciali tra Italia e USA. Per rendere bene l’idea di quanto esteso sia questo cartello basta leggere i nomi di alcuni dei gruppi presenti in Amcham: Standard & Poor's, Philip Morris, IBM, Microsoft, ENI, Enel, Intesa San Paolo, Sisal, Rcs Editori, Esso, Bank of America, Coca Cola, Fiat, Fincantieri, Finmeccanica, Italcementi, Jp Morgan, Pfizer, Rai, Sky, Unicredit…
Tutti i migliori/peggiori gruppi che hanno generato la crisi economica in cui versiamo.
Enrico Sassoon, primo e più importante socio della Casaleggio, siede fianco a fianco con certi personaggi. Che poi sono gli stessi componenti dell’Aspen Institute Italia, think tank tecnocratico, diretta emanazione del gruppo Bilderberg. Quando il Sistema si organizza è capace di tutto: persino di creare un Comitato Esecutivo Aspen formato – oltre che da Enrico Sassoon della Casaleggio – anche da Mario Monti, John Elkann, Romano Prodi, Giulio Tremonti, tutti componenti italiani del Bilderberg.
Ora:
come diavolo è possibile che la Casaleggio, a detta di molti spin
doctor e influencer di Grillo e del Movimento 5 Stelle, abbia il suo
membro più importante all’interno di un Istituto popolato da quelli che
dovrebbero in realtà essere i nemici dichiarati proprio di Grillo? Qual è
la ragione per cui questo accade?
Le
stranezze, purtroppo, non finiscono qui: a parte il fatto che il
dominio beppegrillo.it risulta intestato ad un certo Emanuele Bottaro di
Modena, e potrebbe trattarsi di un normale prestanome (ma la
trasparenza?), a destare sospetti è la domiciliazione del gestore tecnico del dominio, Via Jervis 77 a Ivrea. Lo stesso indirizzo della sede legale Olivetti, gruppo Telecom Italia.
Cosa c’è di così strano?

C’è che Gianroberto Casaleggio, il secondo socio per importanza della Casaleggio, fa partire la sua avventura professionale proprio nella Olivetti,
guidata all’epoca da Roberto Colaninno, attuale presidente di Alitalia e
padre di Matteo, deputato Pd. Poi Gianroberto inizia la scalata sociale
e diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel. A fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota del 50% in Webegg S.p.A. a I.T. Telecom S.p.A., che nel frattempo partorisce Netikos Spa,
dove il più famoso dei Casaleggio partecipa al Cda con Michele
Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel Cda Piaggio). Questo
fino al 2004, quando decide di fondare la Casaleggio Associati, attuale editore di Beppe Grillo, con altri dirigenti Webegg. Tra cui proprio Enrico Sassoon.
La
Casaleggio parte forte e chiude due contratti importanti, prima con
Grillo poi con l’Italia dei Valori, quest’ultimo finito a male parole
quando Di Pietro e De Magistris capiscono chi si sono messi in casa.
Grillo, invece, decide di continuare il suo percorso di crescita con gli
strateghi legati ai più noti gruppi di potere italiani e non.
A questo punto le domande che sorgono sono tante: può Grillo non sapere che Sassoon siede, fianco a fianco, con Monti, Tremonti e gli altri? Può
Grillo non sapere che la gestione tecnica del suo dominio è domiciliata
nella sede di un’azienda legata al Gruppo Telecom, contro cui lui si è
scagliato più e più volte? Perché non si affranca da questi
“maledetti” personaggi, che rischiano di rovinare il lavoro sul
territorio dei ragazzi del Cinquestelle?
Se
risulta lampante a tutti quanto di buono - spesso ma non sempre e a
volte con modalità piuttosto ortodosse - riescano a realizzare i
"grillini", è altrettanto chiaro che dietro il faccione del
comico/politico genovese si nascondono personaggi ambigui e dai tratti
inquietanti. Tocca quindi ad elettori e componenti del Movimento
pretendere chiarezza. Prima che sia troppo tardi.
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