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venerdì 14 ottobre 2016

Il diavolo non fa i coperchi nemmeno per le pentole di Renzi



"Con lo sciopero e il NoRenziDay del 21 e 22 ottobre abbiamo una prima occasione per far sentire a questi imbroglioni cosa pensiamo di loro e della loro APE".
 
  
di Giorgio Cremaschi da l'Antidiplomatico

Nonostante gli sforzi del governo Renzi e dei suoi alleati Marchionne e Confindustria, i salari non sono ancora precipitati così in basso.

Un ferroviere, una maestra d'asilo, un operaio edile che abbiano accumulato almeno 35 anni di contributi regolari non portano a casa, per fortuna, meno di 13000 euro netti all'anno.

Eppure Renzi e Poletti hanno messo proprio quel tetto come condizione per accedere al famigerato anticipo pensionistico, l'APE, che scatterebbe dopo i 63 anni di età. Anche così, comunque,  non pare che sia gratis l'operazione, visto che si dovrà accedere ad un mutuo ventennale e pagare una polizza che assicuri la banca contro i rischi di morte o insolvibilità del pensionato. Non è ancora chiaro in che misura il governo contribuisca a questa porcheria, comunque pare che  per tre  anni di anticipo pensionistico si dovrebbe vedere decurtata la pensione del 15%, cioè 1000 euro mensili diventerebbero 850!


Ma ripetiamo l'APE è costruita per essere praticamente inaccessibile anche a chi volesse farsi del male.

Intanto però Renzi e Poletti suonano la grancassa sul fatto che sarebbero riconosciute a fini pensionistici le condizioni diverse di chi fa un lavoro usurante. E lo stesso fanno per i lavoratori "precoci", cioé coloro che sono andati a lavorare prima dei 19 anni e che quindi dovrebbero continuare per molti anni ancora. Per costoro, gorgheggia Poletti, basteranno 41 anni di contributi per accedere all'APE. Peccato però che per poter usufruire di quel dono sopraffino chi ha maturato 41 anni di contribuiti debba essere disoccupato!  Anche qui si costruisce un requisito che è semplicemente una truffa. Soprattutto se si ricorda che prima della Fornero con 40 anni e 6 mesi di contributi si andava in pensione, senza essere stati licenziati.

La Fornero come sappiamo ha anche prodotto la disgraziata categoria degli esodati, cioé di coloro che son stati fregati per l'improvviso innalzamento della età pensionabile, avendo già concluso il rapporto di lavoro  proprio in vista della pensione. Per centinaia di migliaia di persone lasciate dalla Fornero senza lavoro e senza pensione sono già state effettuate
7 "salvaguardie", cioè provvedimenti che permettessero l'accesso ad un reddito. Apposite voci di bilancio sono state stanziate allo scopo, solo che poi i governi le hanno utilizzate per altri scopi di spesa sociale, o per mance elettorali. Così gli esodati ci sono ancora e ci saranno anche dopo l'ottava salvaguardia promessa da Renzi e Poletti, che non copre tutti gli aventi diritto.

Ma il massimo di clamore della propaganda renziana sarà sicuramente dedicato all'aumento e all'estensione della platea della quattordicesima. Qui i trucchi li scopriremo tutti quando vedremo le cifre e i requisiti esatti. Sicuramente gli 80 euro lordi mensili, si sa Renzi ama quella cifra, toccheranno molte meno persone di coloro che se li aspettano. E saranno anche ridotti ad una cifra minore.

Questo lo possiamo dire già ora, visto che il governo annuncia per tutte queste operazioni uno stanziamento di 2 miliardi all'anno per tre anni. Cifra assolutamente insufficiente a fare giustizia, se consideriamo che la legge Fornero ha tolto ai pensionati sinora 30 miliardi. E che almeno 15 di essi vengono dalla mancata indicizzazione delle pensioni. La Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionale il taglio, ma come suo solito, il governo ha sfacciatamente ignorato la sentenza e non ha restituito i soldi. Soldi con i quali ora finanzia la quattordicesima. Dunque sono gli stessi pensionati che pagano gli aumenti per i più poveri tra loro.

CgilCislUil che ora lamentano di essere state truffate, solo pochi giorni  fa avevano firmato un protocollo che autorizzava il governo a tutti questi raggiri. Ed ora beffardamente Renzi e Poletti fanno partire le loro Misure dal 1 maggio 2017!

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, dice un vecchio proverbio. Che vale anche per le pentole che vende Renzi e che oramai nessuna persona onesta o di buonsenso dovrebbe più comprare.
 
Con lo sciopero e il NoRenziDay del 21 e 22 ottobre abbiamo una prima occasione per far sentire a questi imbroglioni cosa pensiamo di loro e della loro APE.
 

giovedì 29 settembre 2016

Quel penoso accordo sulle pensioni...

di Giorgio Cremaschi 

La sostanza dell'accordo è che la Fornero non si tocca. Il catastrofico innalzamento dell'età pensionabile resta tutto a fare i suoi danni alla condizione di lavoro e alla occupazione. Si potrà andare in pensione prima solo se si vincerà la lotteria dei lavori usuranti. Pochi saranno scelti tra coloro che hanno già 41 anni di contributi. Oppure se le aziende ti manderanno via come esubero. Oppure se ti indebiterai per 20 anni con quel raggiro usuraio che è l'APE.
Il solo risultato che viene sbandierato è la quattordicesima aumentata o elargita per la prima volta a circa tre milioni di pensionati con i redditi più bassi. A parte il fatto che gli aumenti non sono quelli vantati dalla propaganda, ma molto inferiori e legati al reddito complessivo del pensionato, c'è da chiarire che i soldi per questo piccolo risultato vengono direttamente dai tagli di tutte le altre pensioni per tutti gli altri pensionati.
L' ultimo comma del verbale firmato da Cgil Cisl Uil rinvia al 2019 la questione del taglio delle indicizzazioni delle pensioni. Come tanti ricordano nel 2012 Elsa Fornero si era commossa in pubblico mentre annunciava che avrebbe bloccato la rivalutazione delle pensioni rispetto all'inflazione. Nel 2014 la Corte Costituzinale ha dichiarato incostituzionle questa misura. Il governo però, come da abitudine, non ha rispettato la sentenza e ha dato solo piccole mance a una platea ridotta di pensionati. Sono in corso molte cause e diversi giudici hanno già rinviato di nuovo il contenzioso alla Corte. Ora governo e Cgil Cisl Uil concordano che se ne riparli nel 2019, nel frattempo milioni di pensionati continueranno a perdere soldi. Per un ammontare calcolato a suo tempo dallo stesso governo in almeno 10 miliardi. Ora siccome tutta la manovra pensionistica, secondo Poletti, costa 6 miliardi si può ben affermare che il bancomat pensionati ha permesso al governo di farsi bello prima del referendum e di intascare 4 miliardi di resto....
Il governo ormai lo conosciamo con i suoi trucchi. La cosa che davvero ci indigna è il degrado di Cgil Cisl Uil, che hanno abbandonato la loro già moderatissima piattaforma per fare da stampella a Renzi. E alla Fornero.