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domenica 20 maggio 2012

Contro la strategia della tensione, rivolta democratica



di Paolo Flores d'Arcais da Micromega

Non è vero che non abbiamo paura. Abbiamo paura eccome! Non aver paura sarebbe folle. Chi ha compiuto l’atroce e lurido crimine di Brindisi è convinto dell’impunità, altrimenti non avrebbe osato un delitto talmente esecrando ed esecrato (perfino dalla criminalità comune) che, se scoperto, promette il linciaggio in carcere. Chi ha compiuto l’orrore sa di avere spalle coperte, copertissime. E’ certo di far parte di una potentissima “strategia della tensione”, informale o formale che sia. Abbiamo paura e rabbia, un’infinita e democratica rabbia. Vogliamo trasformare entrambe in azione politica di democratica rivolta.

In Italia orrori di così ributtante cinismo li abbiamo già visti troppe volte: nell’immediato dopoguerra, quando a Portella della Ginestra si vuole terrorizzare il movimento sindacale e la speranza/incubo (dipende per chi) di un domani “rosso”. Negli anni successivi al ’69, da piazza Fontana a Milano a piazza della Loggia a Brescia, la strage è di Stato, un intreccio di criminali neofascisti, mafie, servizi deviati (e politici di riferimento), con cui i settori eversivi (molto ampli) dell’establishment (non solo politico) esorcizzano nel sangue il timore di un rinnovamento democratico sull’onda lunga del sessantotto studentesco e operaio. Nel ’91-’93 le stragi sono il volto osceno di una trattativa tra mafie e establishment (soprattutto politico, ma non solo) per paralizzare nel sangue, una volta di più, un rinnovamento democratico che il tracollo del Caf fa avvertire plausibile e prossimo. Poi il quasi ventennio berlusconiano, regime in cui i settori eversivi (molto ampli) dell’establishment vanno direttamente al governo e la strategia della tensione e delle stragi sarebbe autolesionista.

Ora la strategia della tensione è tornata, strategia di morte puntuale come la morte, perché le macerie cui il berlusconismo ha ridotto il paese, e la mancanza di un’alternativa parlamentare (l’opposizione Pd invischiata fino al midollo in due decenni di inciuci e leggi bipartisan contro la legalità), hanno portato la fiducia dei cittadini nei partiti (complessivamente presi!) ad un comatoso quattro per cento. E perciò da questa crisi verticale potrebbe uscire come soluzione anche un rinnovamento vero della democrazia italiana, la realizzazione della Costituzione anziché il suo affossamento (la parola “crisi” in cinese è composta da due ideogrammi, “pericolo” e “opportunità”, che in politica equivale a speranza).

Non ha senso azzardare chi specificamente abbia realizzato l’infame attentato di Brindisi, ma sarebbe assurdo non dire quello che anche un bambino capisce: la paura di una soluzione democratica della crisi alle prossime elezioni, con una maggioranza in cui una presenza massiccia di società civile garantisca la fine del berlusconismo e dello spadroneggiare delle illegalità di ogni risma, costituisce un incubo incombente e immediato per i mille strapoteri che sulla illegalità lucrano e metastatizzano. Da esorcizzare, una volta di più, nel sangue di cittadini innocenti: dall’impudenza di colpire le due personalità più scortate del paese (Falcone e Borsellino) a quella di uccidere ragazze adolescenti che entrano a scuola. E’ l’impudenza illimitata di chi pensa che detterà sempre e comunque le proprie condizioni, e può spingersi perciò a qualsiasi orrore perché non pagherà mai.

Perché nessuno ha pagato, per tutto il sangue del dopoguerra. Tranne qualche pesce piccolo, qualche “scartina”. Gli assi, i re, i jolly di questo mostruoso “gioco al massacro” sono sempre restati e restano più che mai i padroni del tavolo. Riveriti, anzi. Omaggiati. Chiamati in mille interviste e porte a porte a fare gli oracoli su come combattere il potere illegale ed eversivo che essi stessi sono. Che sia iniziata una “seconda trattativa” perché l’Italia delle ingiustizie conosca come unico rinnovamento possibile quello del gattopardo, è l’ipotesi che razionalità e storia impongono. Saremo felici se dovremo riconoscere di esserci sbagliati, e che si tratti di un crimine orrendo ma senza “santi in paradiso”. Ma troppe volte abbiamo visto in questi decenni che solo i depistaggi di establishment hanno – anche molto a lungo, purtroppo – consentito versioni del genere.

Oltre all’impegno per smascherare ogni depistaggio (che si realizza per atti ma anche per omissioni) da parte di ciò che resta in Italia di giornalismo degno del nome, e che si spera avrà un sussulto anche al di là di quel paio e poco più di testate che il giornalismo già onorano, urgentissima è la necessità di una risposta democratica di massa. Nessun rituale “unitario” però: è davvero mera retorica, anche qualora sincera, pretendere di “unire tutti gli italiani”, quando se si vuole unire il 90% (si spera che tanti siano gli italiani onesti) bisogna voler combattere senza infingimenti e senza compromessi, con intransigente “tolleranza zero”, quel restante 10% di intreccio affaristico/politico/istituzional-deviato/criminale.

Il che significa una grande manifestazione di massa, subito, sabato prossimo a Roma, da affidare – per le decisioni su chi parlerà – a una figura incontestabile come don Luigi Ciotti, e che imponga al governo pochi e non negoziabili misure: dall’abrogazione di tutte le leggi ad personam alla reintroduzione con pene “americane” del falso in bilancio e della falsa testimonianza, all’introduzione (sempre con pene “americane”) di quello di “ostruzione di giustizia e alle altre misure che tutti conoscono e troppi nell’establishment (anche non “colluso”) non vogliono realizzare per una affinità di classe che di fronte alla barbarie di Brindisi non è più tollerabile.

Vedremo allora alla prova dei fatti chi vuole liberare l’Italia e chi ha scelto invece la convivenza con i “mostri” della continuità del potere.


sabato 19 maggio 2012

Questo attentato...


Qualunque sia il motivo, qualunque risposta alla fatidica domanda, cui prodest possiamo dare, ciò che è successo a Brindisi è il ripresentarsi di una malattia cancrenosa, solo temporanemante intorpidita, che affligge l'Italia da decenni, una malattia che ha seminato morti e ridato fiato alle forze peggiori di questo paese.
Questo attentato, che ha stroncato una giovane vita e ha devastato altri giovani vite, è una spia di ciò che sta accedendo, ci fa capire he ci troviamo come nel 68 e negli anni immediatamente successivi in un momento di svolta, una svolta pericolosa per certi equilibri di potere, che da sempre hanno fatto dell'Italia una zona franca per disonesti di tutte le risme, politici senza scrupoli, fascisti e mafiosi. Tutti noi sappiamo come Pasolini, chi sono gli artefici di questa situazione, non occorrono nomi.
Questo attentato ci fa intendere che siamo alla viglia di cambiamenti epocali, un'intera classe politica potrebbe finalmente essere spazzata via, molti potenti potrebbero perdere il loro scettro e con la loro caduta crollerebbe un intero sistema di atrocità e di menzogne.
Questo attentato ci dice che dobbiamo andare avanti e non lasciarci intidimidire né tantomeno dare l'opportunità a questo sitema di potersi ricompattarsi in nome dell'emergenza, per consentirgli di finire il lavoro sporco che i mercati gli hanno assegnato. Dobbiamo andare avanti e spazzare via una volta per tutte una classe politica che ha sempre coperto e difeso i mandanti delle stragi e custodito gelosamente i suoi segreti. La storia ci dice che nulla è cambiato, continueranno a volere il nostro sangue. 


Attentato di Brindisi, fiaccolate in tutta Italia – Ecco gli appuntamenti – Diffondere


violapost

Dopo il vile attentato di Brindisi arriva la reazione dei cittadini. Tante le iniziative che stanno nascendo spontaneamente. Ecco le prime
Brindisi ore 18 piazza Vittoria
Milano piazza San Fedele ore 17
Roma 18.30 davanti al Pantheon
Napoli piazza del Municipio ore 18.30
Torino 0re 18 piazza San Carlo
Cagliari ore 18.00 davanti Comune
Palermo all’Albero di Falcone (via Notarbartolo) ore 16 e poi ore 20 presidio davanti la scuola giovanni falcone
Catania davanti prefettura ore 17
Verona – Sit-in in Piazza dei Signori (Piazza Dante) ore 18.00
Perugia – Piazza IV Novembre – ore 18.00
Firenze presso Biblioteca Nazionale ore 20
Napoli Palazzo San Giacomo
Brescia, ore 19 piazza della Loggia
Sassari alle 18 in piazza Castello
Padova ore 19 davanti al Comune
Genova ore 17 Piazza De Ferrari
Ancona  ore 18.00 Piazza Salvo D’Acquisto
Fano (pu) ore 21,00 piazza xx Settembre
Pescara ore 17,30 presidio in Piazza Sacro Cuore, dalle 21,00 in Piazza Salotto
Forte dei Marmi ore 15 in piazza falcone e borsellino
Trapani alle 22, davanti Palazzo Cavarretta
Molfetta, altezza Liceo Classico, appuntamento con sit-in alle 19.00
San Benedetto del Tronto, ore 19, di fronte al Comune
Capaci ore alla casetta “No mafia”
Macerata ore 19, piazza della Libertà
Pavia 17,30 presidio in piazza della Vittoria
Parma ore 18:30 in piazza Garibaldi
Vicenza, 16.30 davanti al palazzo del comune, vestiti di bianco
Terlizzi (BARI) ore 19:00 piazza Cavour
Baricetta (Rovigo) ore 20.45
Cremona ore 17:30 Pagoda dei giardini di Piazza Roma
Pisa ore 17 Piazza del Carmine
San Donà di Piave (VE), davanti al duomo ore 18.00
Cosenza ore 18.00 P.zza XI Settembre
Ascoli Piceno ore 18.00 presso Comune
Bergamo alle ore 17 al Liceo Falcone
Novara ore 16,30 presidio davanti la prefettura
Rimini, piazza Cavour ore 17:00
Modena alle 18 davanti alla ghirlandina
Civitavecchia (RM) ore 17.30 piazza Fratti (Ghetto)
Carpi ore 19 piazza Martiri
Forlì ore 21.00 davanti al Comune in piazza Saffi
Terni ore 18 davanti al Comune
L’Aquila ore 18:30 a Piazza Palazzo, ognuno con un fazzoletto bianco
Mestre alle 18 in Piazza Ferretto
Cassino ( fr ) P.zza Falcone e Borsellino – Villa Comunale
Varese ore 18 Piazza XX Settembre
Bari piazza prefettura ore 18
Alcamo – ore 21:30 in piazza Ciullo
Cascina (PISA) ore 18 in corso Matteotti davanti al palazzo comunale
Ferrara, piazza Trento-Trieste ore 18
Foligno fiaccolata in piazza della Repubblica alle ore 18.15
Lecce Piazza Duomo ore 20.00
Carrara (MS), ore 16.30, piazza 2 Giugno, di fronte al Comune
Siracusa ore 17.30 davanti Prefettura
Lucca 18.30 Piazza S. Michele
Trento davanti al Comune ore 18.00
Caserta ore 19 piazza Margherita
Prato ore 18 piazza del Comune
Piombino ore 18.00 davanti al Comune
Bra, (Cn) ore 18.00 Piazza Falcone e Borsellino
Lodi ore 21.00 in piazza Broletto
Canicattini Bagni (SR) alle 15:30 in piazza Borsellino
Pieve Emanuele (MI), piazza Peppino Impastato dalle 17
Nardò (LECCE) H. 21.00 Piazza Salandra
Grottaglie Piazza Principe di Piemonte, ore 18 30 (21 maggio)
Lecco presidio ore 17 via XX Settembre
Siena, ore 21 piazza Salimbeni
Venezia ore 19 davanti al comune
Merate piazza degli eroi ore 18
Empoli presidio ore 17 Piazza della Vittoria

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LISTA IN CORSO DI AGGIORNAMENTO – Vi invitiamo a segnalare le altre iniziative nello spazio commento, le aggiungeremo alla lista