venerdì 16 dicembre 2011

Eccola qui, la vera Lega

di Daniele Sensi da espresso.repubblica

II figli degli immigrati? «Un bel lanciafiamme, e che si brucino queste merde». Il piano svuota carceri? «Lo facciamo noi con un mitragliatore dal balcone». Napolitano? «Un terrone del cazzo, gli ci vorrebbe un colpo in testa». E' il gruppo su Facebook 'Padani si nasce', a cui aderiscono anche i parlamentari Reguzzoni, Rondini, Fugatti, Mura, Pittoni e Stiffoni
(16 dicembre 2011)
Eros Domenico è un militante leghista. Il suo profilo Facebook è una profusione di foto di cene e di manifestazioni del Carroccio. Maglietta col Sole delle Alpi addosso, ama ritrarsi al fianco di Matteo Salvini o ai piedi di una qualche statua dell'Alberto da Giussano. Ha un'opinione su tutto: sul piano "svuota carceri" («mi trasformo in cecchino con un bel mitragliatore sul balcone e via con lo show»); sulle origini meridionali di Giorgio Napolitano («Napoli merda, Napoli colera») e sui due cittadini senegalesi uccisi martedì scorso a Firenze: «Meglio così, due in meno da mantenere».

Sempre su Facebook, ha fondato "Padani si nasce, cuore leghista", gruppo - chiuso e riservato - dell'orgoglio padano.

Ne fa parte anche Giovanna, bresciana, «casalinga, moglie e mamma», immagini di Topolino, Bambi e Winnie The Pooh sul proprio profilo pubblico. Sulla cittadinanza ai figli degli immigrati ha le idee chiare: «Un bel lanciafiamme, e che si brucino queste merde». Quanto ai loro genitori invece si chiede: «Perché, quando aprono la porta, c'è una puzza strana che fa schifo?».

Opinione condivisa da Remo, un odontotecnico di Mantova: «Sapessi che odoraccio quando vengono da me, sono peggio della capre», mentre Anna Paola prova a rispondere: «Puzzano perché non si lavano dopo che fanno l'amore, per non parlare della loro puzza naturale, che è nauseabonda. Tempo fa ho sentito dire in televisione che il loro sesso ha un odore disgustoso, indelebile, che non va via neanche se lo lavi con un sapone speciale».

Appartiene al gruppo anche "Maestra Marzia", insegnante di una scuola elementare che sul web amministra un blog di filastrocche, ninne nanne, esercizi di scrittura ed altro materiale didattico «utile agli alunni in caso di assenze prolungate per malattia». Una maestra modello, che sulla propria bacheca condivide foto di «pasticcetti in cucina» e di Topo Gigio, ma che nel gruppo "Padani si nasce", da quando il presidente Napolitano ha definito «una follia» negare la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori immigrati, non si dà pace: «Non si trovano 3000 miseri euro per un ingranditore utile ad un mio alunno ipovedente, mentre si pagano almeno tre volte tanto i facilitatori linguistici per gli alunni cinesi che si rifiutano di ripetere anche la più semplice parolina di italiano. Cosa mai potranno invece dare i cinesi che sia di utilità comune?».
Con soluzioni agli sbarchi di "clandestini" che vanno dal «napalm» a «una bella bomba, così saltano in aria», "Padani si nasce" è qualcosa di più di un semplice gruppo leghista di area. O almeno è il solo che possa vantare tra i propri membri tanti nomi eccellenti. Tra gli altri: il presidente del gruppo parlamentare della Lega Nord alla Camera Marco Reguzzoni; i deputati Marco Rondini e Maurizio Fugatti; i senatori Roberto Mura, Mario Pittoni, Piergiorgio Stiffoni e Michelino Davico; gli assessori della Regione Lombardia Daniele Belotti e Monica Rizzi; l'assessore alle politiche agricole della Regione Veneto Franco Manzato; il vicepresidente della Regione Lombardia Andrea Gibelli; l'europarlamentare Claudio Morganti; il segretario provinciale della Lega Nord di Milano Igor Iezzi, più una sfilza di sindaci e amministratori locali.

Tutti iscritti ad un gruppo che per mettere a tacere quel «vecchio di merda» e «terrone del cazzo» di Napolitano propone «un colpo in testa» e, per ritorsione, «un attentato alle Coop». Un gruppo esplicitamente razzista («mischiare le razze non ha mai portato bene») e omofobo («dovremmo equiparare i gay ai pedofili così Vendola la finisce di fare il ricchioncello per strada») che, a fronte dei reati commessi da cittadini stranieri, vorrebbe «dare una ripulita», «aprendo la caccia con i pallettoni per cinghiali, almeno li traforiamo per bene». Con un trattamento di riguardo per gli immigrati malati di TBC («con loro usiamo la fiamma ossidrica, così non ne rimane nemmeno una cellula»), e per i rom: «Mettiamoli nelle stufe a legna, in modo da farne carburante alternativo».

Perchè «i rom», spiega Luca, bresciano, amorevoli foto dei suoi bambini in bacheca, «ladri, stupratori e assassini nascono, ladri, stupratori e assassini moriranno: personalmente adotterei per loro le stesse politiche usate dal Führer». «Anziché stanziare fondi per l'integrazione dei rom, L'Unione Europa dovrebbe finanziare l'apertura dei forni», rilancia Alessandro, consulente aziendale nel comasco. Mentre Giovanna – quella appassionata di Topolino, Bambi e Winni The Pooh - euforica applaude: «Evvai! Che bello vederli bruciare!».

What is political capitalism?

By Mike Huben (from Critiques Of Libertarianism)

A week ago, I wrote a response to a Marginal Revolution post about "political capitalism". I wrote:
"Political capitalism" is yet another far-right think tank spawned pile of crap. Every few years, the right needs new, less boring clubs with which to beat their opponents. We've seen a number of them in the past: trickle down, Laffer curve, etc. Austrianism is required to believe in this one, according to the author.

You need only look at the biography of the author to see just how pathetic this is. His PhD was under Murray Rothbard at the now-defunct International College in Los Angeles, and pretty much all of his work has been based on Austrianism.


The author, Rob Bradley, responded.
Sorry to see that one participant has turned the discussion into argument against the person.

Two comments: One, a review of my dissertation, published as Oil, Gas, and Government: The U.S. Experience, was published in the Southern Economic Journal by Tyler Cowen.

Two, a major endorsement of my "political capitalism" theme comes from Gabriel Kolko, a New Left historian out of the Marxist tradition, who stated on the back cover of my new book, Capitalism at Work: "Fascinating, comprehensive ... far surpassing my own history of political capitalism done in the 1960s."


I tried to respond again, but my post was supposedly filtered for too many links (no other responses appeared.)

So rather than waste my efforts, I'll post here so that I have them for reference....

Bradley criticizes me for "argument against the person", and defends himself with appeal to authority.

Take a look at Tyler's review of his published thesis which is as fine an example of damning with faint praise as I've ever seen.

Yet another review says "it is ironic that the main criticism one can direct against him relates to his ideological a priori attachment to the belief that any form of government intervention in the market economy must always and everywhere be pernicious and counterproductive."

If you check the Gabriel Kolko wikipedia page, it points out that "political capitalism" is a term Kolko used for corporatism, but hardly anybody else adopted it in the subsequent 40+ years. There isn't even a wikipedia page for "political capitalism", nor does it redirect to corporatism.

Yet he totally ignores my first paragraph where I point out that two other giant negatives for his credibility: that he is a tool of the right wing think tanks, and that he relies on Austrian economics.

A little reading of his introduction tells the full story. Shorter Rob Bradley: "Enron and Ken Lay failed because they were victims of a mixed economy even though every other corporation that fails or succeeds is in a mixed economy. Fairytale pure capitalism, as fantasized by Ayn Rand, would be free of these problems."

Comic quotations:
"Adam Smith, Samuel Smiles, and Ayn Rand elucidated the character traits, mental models, and interpersonal conditions behind success and failure, while differentiating sharply between free-market entrepreneurship and political rent-seeking."
Right. Female industrialists swooning before the economic might of mighty male industrialists, as in Atlas Shrugged.
"In the twentieth century (chapter 3), the philosophy of Objectivism, formulated by Ayn Rand, explains how Enron’s financial bankruptcy was at root a philosophic one."
Shorter Rob Bradley: It's only because Ken Lay was not an Objectivist cultist, unlike every successful CEO.
"Smith, Smiles, and Rand did much to frame what can be called heroic capitalism"
Most of us outgrow moralistic stories of heroes by the end of our teens. And Smith was much more sensible than Smiles or Rand: he showed good and bad in capitalism. Not simple heroism.
"But why did inferior thinking in the social sciences and humanities prevail? [...] The answer is the by now familiar one: arrogance."
Ah, the classic crank explanation for why everybody else is wrong, and he's right. How humble of him to proclaim that they're arrogant, every one!

There are so many stupid things in this introduction that it beggars description. Essentially, he wordily describes the Enron/Lay problems as hubris, but attributes the hubris to the mixed economy. Sorry, jack, but hubris doesn't need mixed economy to occur.

He also declares that he worked at Enron (and for Lay) for years. That's honest, but it sure points out that he has an incentive to find somebody else to blame. Was he the one point of light at Enron who wasn't suffering from the moral flaws that brought Enron and Lay down? Somehow, I doubt it.

I guess I'll finish by quoting my Libertarianism in One Lesson and Libertarianism in One Lesson; The Second Lesson, because Rob Bradley embodies these caricatures:

Government is the Great Satan. All Evil comes from Government, and all Good from the Market, according to the Ayatollah Rand.

Require perfection as the only applicable standard to judge government: libertarianism, being imaginary, cannot be fairly judged to have flaws.

Government causes pollution, crime, discrimination, slavery, poverty, and all the other evils of the world. Businesses and individuals only produce wealth: they are not involved and not responsible for any of those problems.

There are no market failures, only government failures. Which is why we should abolish corporations, patents, copyright and other intellectual property; they are established by government interference with free markets

giovedì 15 dicembre 2011

È un buon giorno per le elezioni anticipate


È un buon giorno per le elezioni anticipate. Se ci pensate bene,  se si indicessero elezioni politiche oggi, la Lega e il Pdl correrebbero da soli  e farebbero la parte delle anatre zoppe votate al macello. Certo la Lega potrebbe anche ripensarci sulla separazione da Berlusconi, ma un atteggiamento così ondivago sarebbe idigeribile per i palati rudi dei montanari leghisti e per Bossi e cerchi magici sarebbe un disastro. Il Pd sarebbe costretto a fare accordi con Casini, perché una caduta del governo Monti potrebbe avvenire solo in conseguenza di un frattura all'interno del Pd e una separazione definitiva con Di Pietro. Una tale coalizione indebolirebbe in parte Di Pietro e la sinistra, ma in misura maggiore la Lega e il Pdl. 
Alla fine la partita se la giocherebbero Bersani e Casini contro una coalizione formata da Di Pietro, Vendola, la sinistra e un listone (si spera) della società civile, e potete giurarci che quest'ultima avrebbe ottime chance di vittoria. 
Troppo bello e troppo semplice, meglio l'ombrello nel culo dei professori.


Retropensiero: e se dietro i comportamenti suicidari del Pd, giustificati con la scusa del senso di responsabilità istituzionale, ci fosse una strategia concertata con Casini, che vede l'appoggio al governo Monti come la premessa per una futura coalizione di governo? Il governo Monti in fondo con la sua stessa esistenza dimostra di per sé l'inutilità delle cosiddette "ali" (ossessione da diversi anni del Pd e in primo luogo di Veltroni),  cioè di "estremisti" come Di Pietro, Vendola e Rifondazione, screditati e resi inattuali dall'ascesa inarrestabile del concetto di "senso di responsabilità" di fronte all'emergenza. 
Deve per forza essere così, altrimenti il Pd è da TSO.

COSTRUIRE UN’ECONOMIA SALVA VITE, SALVA NAZIONE, SALVA DEMOCRAZIA.

dal Blog di Paolo Barnard


Gli economisti della Modern Money Theory in Italia per formare il primo gruppo di attivisti della MMT contro lo scempio del Colpo di Stato Finanziario.
Sono Paolo Barnard. Ho deciso che è assolutamente vitale chiamare in Italia il gruppo fondatore della Modern Money Theory (MMT) per un summit di due giorni dedicato a chiunque sia intenzionato a divulgare la MMT come politica economica nazionale salva vite, salva nazione e salva democrazia.
Il perché: La MMT è oggi probabilmente l’unico strumento esistente di scienza economica e sociale che è in grado di sventare il colpo di Stato finanziario Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista che, particolarmente nell’Europa dell’Eurozona, ha posto fine di fatto alla democrazia. E’ in gioco il destino reale di milioni di famiglie, di centinaia di migliaia di aziende, e dell’Italia stessa nella sua esistenza democratica. L’urgenza è massima, l’Eurozona è al collasso, pochi immaginano oggi le tragiche conseguenze decennali di questo disastro criminoso.
A chi è dedicata l’iniziativa: La MMT sta fiorendo su blog, siti, pubblicazioni come mai prima, in parte per opera del mio lavoro e in parte col contributo di altri attivisti. La MMT è osteggiata come nemico letale dalle elite politico-economiche dominanti, per i motivi da me spiegati ne Il Più Grande Crimine. Esse tenteranno ogni strada per soffocare la MMT in Italia e nel mondo. Se gli attivisti e i bloggers diffonderanno la MMT in modo approssimativo e non fedele alla sua scientificità, le elite avranno un’arma micidiale per screditarci, e sarà la fine. Motivo per cui io, e il gruppo di economisti americani leader della MMT, abbiamo deciso di indire un summit nazionale di due giornate dove tutti gli attivisti, bloggers, e cittadini intenzionati a promuovere la MMT potranno recarsi per ottenere dalla fonte più autorevole al mondo una infarinatura essenziale e completa su: MMT – Perché e come siamo caduti vittime del Colpo di Stato Finanziario – Crisi dell’Euro e soluzioni per l’Italia – Crisi Finanziaria, chi sono i criminali e come prevenirle – Costruire uno Stato sovrano che tuteli i cittadini con piena occupazione e pieno Stato Sociale, piena ricchezza produttiva e accesso alla democrazia vera. Essere competenti è vitale. Un volantino ufficiale sarà postato su questa pagina appena possibile.
I docenti: Saranno i Professori L. Randall Wray, Stephanie Kelton, Warren Mosler, Marshall Auerback e (da confermare) William Black, i cui CV accademici sono pubblicati in calce. Paolo Barnard curerà la lezione sul colpo di Stato finanziario Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista.
Il luogo e date: Un hotel con centro conferenze in zona Umbria-Toscana per essere raggiungibili da nord e sud Italia; alternativamente un campus universitario nella stessa area, da decidere. Date da decidere, ma il prima possibile (tutto sarà comunicato su questa pagina).
Come funziona: I docenti non chiedono parcelle, ma solo rimborsi spese. Tuttavia le spese sono molto elevate (hotel, sala, traduttori simultanei professionisti d’economia, voli, trasporti ecc.). Chi desidera partecipare dovrà pagare una quota. La quota per le due giornate sarà di 40 euro (escl. vitto e alloggio dei partecipanti, che si auto organizzeranno). Calcolerò il budget complessivo dell’evento (che vi verrà reso noto) e lo dividerò per 40. Il numero risultante sarà il numero minimo richiesto di adesioni per lanciare l’organizzazione. Si aderisce scrivendo una mail a paolo.barnard@yahoo.it, con questa intestazione tassativa: summit nazionale MMT in Italia. Ogni altra mail sarà ignorata. La mail dovrà contenere SOLO il nome e cognome del partecipante con data di nascita e null’altro, no mail con nomi multipli (1 mail 1 nome), no nicknames, no lettere o richieste di spiegazioni. Al raggiungimento del numero minimo necessario, pubblicherò la lista piena dei nomi su questa pagina del mio sito. Se le adesioni saranno ampiamente in eccesso della capacità di ospitare i partecipanti, valuteremo se chiudere le iscrizioni o indire un secondo evento.
Gli aderenti dovranno poi versare l’importo per intero su un c/c da definire e che sarà comunicato qui in futuro. Al completamento dei versamenti necessari a coprire le spese vive, l’organizzazione diverrà concreta. Se non sarà raggiunto il numero sufficiente, il denaro verrà donato sotto diretta supervisione del Prof. L. Randall Wray (e rilascio di documentazione relativa) a studenti bisognosi che fanno ricerca su MMT all’Università del Missouri Kansas City (UMKC) e che rischiano l’abbandono degli studi per ristrettezze economiche*. Idem per ogni cifra raccolta in eccesso del necessario. La verifica della correttezza di tali eventualità è di facile attuazione, dato che il numero di aderenti è pubblico e il calcolo della cifra donata è ovvio a fronte del budget originario da me pubblicato.
Ulteriori partecipanti: E’ lasciata libera iniziativa agli aderenti di divulgare l’evento a partiti, gruppi, singoli, media, amministratori pubblici ecc. Tutti costoro, tuttavia, saranno tenuti a iscriversi con relativa quota di partecipazione. Ma attenzione: SI SPECIFICA CHE L’EVENTO E’ ESCLUSIVAMENTE PER APPRENDERE LA MMT, E NON PER DIBATTERE DI ALTERNATIVE POLITICHE O ECONOMICHE AD ESSO. NON SARA’ PERMESSO IL DIBATTITO AD ALCUNO SE NON SULL’APRENDIMENTO DELLA MMT. QUESTO NON SARA’ UN DIBATTITO PUBBLICO, MA UN SUMMIT SU UN TEMA SPECIFICO, LA MMT.
Questo perché le poche ore disponibili nelle due giornate saranno interamente prese dalle lezioni dei docenti e dalle domande pertinenti alla MMT degli iscritti.Abbiamo poco tempo e pochi mezzi, purtroppo.
Sponsor: Sponsor istituzionali (Comuni, Province ecc.) e privati (aziende, singoli) sono ben accetti, a patto che sia chiaro che non sarà permesso alcun patrocinio di colore politico o confessionale. Chi trova uno sponsor lo può comunicare alla medesima mail con intestazione tassativa: sponsor summit MMT.
* (In America ci sono studenti che letteralmente vivono coi bollini per le mense dei poveri e tentano lo stesso di studiare. Wray e colleghi li aiutano come possono.)
I CV accademici dei docenti americani:
L. Randall Wray is a Professor of Economics at the University of Missouri-Kansas City and Senior Scholar at the Levy Economics Institute of Bard College, NY. A student of Hyman P. Minsky, Wray has focused on monetary theory and policy, macroeconomics, financial instability, and employment policy. He has published widely in journals and is the author of Understanding Modern Money: The Key to Full Employment and Price Stability (Elgar, 1998) and Money and Credit in Capitalist Economies (Elgar 1990). Wray received a B.A. from the University of the Pacific and an M.A. and Ph.D. from Washington University in St. Louis. He has served as a visiting professor at the Universities of Rome and Bologna in Italy, the University of Paris, and UAM and UNAM in Mexico City.

 Stephanie Kelton, Ph.D. is Associate Professor of Economics at the University of Missouri-Kansas City, Research Scholar at The Levy Economics Institute and Director of Graduate Student Research at the Center for Full Employment and Price Stability. She is creator and editor of New Economic Perspectives. Her research expertise is in: Federal Reserve operations, fiscal policy, social security, health care, international finance and employment policy.  Follow her at twitter.com/deficitowl.
Warren Mosler, Co-Founder and Distinguished Research Associate of The Center for Full Employment And Price Stability at the University of Missouri in Kansas City. CFEPS has supported economic research projects and graduate students at UMKC, the London School of Economics, the New School in NYC, Harvard University, and the University of Newcastle, Australia.
Marshall Auerback has over 28 years of experience in investment management. He is currently a portfolio strategist with Madison Street Partners, LLC, a Denver based investment management group, a Fellow with the Economists for Peace and Security, and a Research Associate for the Levy Institute. He is a frequent contributor to New Economic Perspectives.
William Black, J.D., Ph.D. is Associate Professor of Law and Economics at the University of Missouri-Kansas City. Bill Black has testified before the Senate Agricultural Committee on the regulation of financial derivatives and House Governance Committee on the regulation of executive compensation. He was interviewed by Bill Moyers on PBS, which went viral. He gave an invited lecture at UCLA's Hammer Institute which, when the video was posted on the web, drew so many "hits" that it crashed the UCLA server. He appeared extensively in Michael Moore's most recent documentary: "Capitalism: A Love Story." He was the subject of featured interviews in Newsweek, Barron's, and Village Voice.

mercoledì 14 dicembre 2011

Elettroshock (ECT/TEC/ESK): storia e indicazioni

Continua la rassegna di alcune delle "terapie somatiche" utilizzate in psichiatria o ritenute potenzialmente valide nella cura dei disturbi psichiatrici. Rimandiamo una disamina critica dei vari metodi descritti ad un altro momento.

di Matteo Pacini da medicitalia

Si tratta di un trattamento che deriva dall’effetto della corrente elettrica sull’encefalo. Lo stimolo elettrico è applicato per un tempo brevissimo (0,5-2’’), in anestesia generale, associata ad un trattamento che minimizza la capacità degli impulsi nervosi di far contrarre la muscolatura scheletrica, senza invece eliminare la capacità della corrente elettrica di stimolare il tessuto nervoso.
Si dice solitamente per essere efficace lo stimolo deve produrre convulsioni: questo non significa che sia la convulsione a produrre l’effetto terapeutico, ma semplicemente che quando lo stimolo non produce convulsione, è probabile che il trattamento non sarà efficace.
Le convulsioni sono la manifestazione periferica dell’attività elettrica indotta nel sistema nervoso centrale (misurabile con l’EEG), che è il vero evento associato all’effetto terapeutico.
Per come il trattamento è praticato oggi, la convulsione è resa appositamente molto debole (a cose normali sarebbe ancora più forte di quella prodotta da una crisi epilettica spontanea), per evitare danni muscolo-scheletrici, ma comunque rimane osservabile tramite l’EEG in modo da avere un parametro per prevedere l’efficacia.

Le origini dell'elettroshock

L’origine teorica della Tec può esser fatta risalire a L.J. Meduna sviluppò, secondo cui schizofrenia e epilessia erano due disturbi “antagonisti”, poiché nella sua casistica le persone epilettiche sembravano “protette” dalla psicosi (che ai tempi di etichettava come schizofrenia con criteri diversi da oggi).
Inoltre, l’induzione di stati febbrili aveva dimostrato una certa efficacia in alcune forme di psicosi progressiva da sifilide, al tempo un problema di rilievo.

Nel 1933 M. Sakel mise a punto una tecnica per indurre crisi epilettiche “apposta” in malati mentali per cercare di contrastare i sintomi della schizofrenia. Sakel fece ricorso all’insulina, mediante la quale induceva uno stato temporaneo di coma ipoglicemico, durante il quale si verificavano crisi epilettiche.
Altri approcci furono la somministrazione di farmaci che inducevano direttamente crisi epilettiche e, come già era stato praticato, l’induzione di stati febbrili per sfruttare la relazione tra febbre e convulsioni.

L’idea di indurre convulsioni somministrando uno stimolo elettrico fu concretizzata dagli psichiatri italiani Cerletti e Bini nel 1938. La tecnica fu perfezionata a studiata scientificamente in un numero di casi tali da far concludere che era affidabile per risolvere le fasi acute della psicosi maniaco-depressiva (attualmente denominata disturbo bipolare I), della schizofrenia acuta (dizione oggi desueta a cui corrispondono diverse condizioni, incluse le forme meno tipiche di psicosi bipolare) e della depressione grave.
Il fatto che ricerche recenti abbiano escluso l’utilità nella schizofrenia non deve essere considerata contraddizione, poiché le categorie diagnostiche degli anni ’30 e quelle attuali non sono sovrapponibili, e la “schizofrenia acuta” corrispondeva in gran parte a quel che oggi includeremmo nella diagnosi di disturbo bipolare.

Posizione scientifica attuale

Bisogna distinguere innanzitutto le situazioni in cui la Tec è di provata efficacia da quelle in cui è attualmente impiegata, e inoltre le condizioni in cui è preferibile ad altri trattamenti.
La Tec è utile nella depressione grave, specie se complicata da psicosi.
E’ inoltre impiegata con un successo più o meno del 50% in quei casi di depressione grave che non rispondono ai farmaci né alle psicoterapie.

Si può scegliere come primo intervento in alcuni casi in cui si vogliano ottenere sulla depressione grave miglioramenti rapidi e scongiurare il rischio di suicidio, o risolvere stati di arresto psicomotorio. E’ l’opzione meno rischiosa in pazienti per cui i farmaci sono controindicati o nella depressione a rischio durante la gravidanza, in cui i farmaci sono controindicati.
L’uso in seconda battuta nella depressione resistente è quello più tipico, anche se probabilmente non è il più ragionevole.
Esistono infatti condizioni in cui la Tec è un intervento “di prima battuta”, e in alcuni casi preferibile ai farmaci proprio perché meno rischiosa e priva di alcuni effetti collaterali che con le lunghe terapie farmacologiche sono inevitabili.

In generale, il vantaggio della Tec sta nella rapidità dell’effetto e nel minor numero di effetti collaterali (aumento di peso, disturbi della sfera sessuale, rischio cardiaco). Alcune delle condizioni in cui i farmaci sono controindicati sono anche incompatibili con la Tec (per esempio pazienti a rischio cardiologico o con lesioni cerebrali).
Sicuramente è ragionevole scegliere la Tec in pazienti che già in passato ne hanno tratto beneficio, se non sono nel frattempo sopravvenute controindicazioni.

Gli effetti sono relativamente stabili, e nei pazienti con disturbi ciclici che ripetutamente sono migliorati con la Tec si sostiene sia utile una Tec preventiva da praticare periodicamente. Questa opportunità è da valutare attentamente caso per caso.
La Tec può essere utile anche in alcuni disturbi affettivi non depressivi, o non solo depressivi, come la mania o gli stati misti e alcune forme atipiche di catatonia. In questi casi vi sono tuttavia evidenti limiti per quanto concerne il consenso da parte del paziente e la valutazione deve esser fatta sul caso specifico.
Applicare la Tec ad altri disturbi o come ultima opzione per disturbi psichiatrici resistenti in generale non ha alcun fondamento scientifico.

La procedura

Un trattamento consiste in più sedute, con intervalli di tempo di almeno 24 ore (meglio 48). Il numero delle sedute varia di solito da 6 a 12. Il voltaggio, la durata dello stimolo, la frequenza e la lunghezza, l’intensità. Tipicamente i parametri sono una corrente di 0,9 Ampere, 220-250 Volt fino a un massimo di 450 V.
Tra il metallo degli elettrodi e lo scalpo del cranio si applica un gel che riduce l’impedenza della corrente, per evitare la produzione di calore e quindi di ustioni sulla pelle.
I rischi legati alla convulsione, come il soffocamento, le lesioni alla lingua, le lesioni da sforzo alla muscolatura, i traumi scheletrici sono controllati inducendo una paralisi artificiale dei muscoli con farmaci appositi (i cosiddetti “curari” sintetici).
Per questo prima di iniziare il trattamento ci si accerta anche che il paziente metabolizzi bene questo tipo di farmaci, con un apposito esame sul sangue.

Lo stimolo si può applicare su entrambi i lati o su un lato solo, anche se la combinazione dello stimolo monolaterale ad un basso voltaggio (per ridurre l’amnesia) si è rivelata inefficace sul piano terapeutico, anche se effettivamente meglio tollerata.
I rischi autentici di una seduta di Tec, se si rispettano i criteri di selezione dei pazienti, sono quelli legati all’anestesia.

Tra una seduta e l’altra devono passare almeno 24 ore, e si tende a prolungare questo intervallo per minimizzare l’amnesia. Il trattamento può essere fatto da ricoverati, o in Day-Hospital come un piccolo intervento chirurgico. La decisione spetta al medico che si basa, oltre che su eventuali rischi particolari legati al trattamento, anche e prima di tutto sulla gravità e l’urgenza delle condizioni psichiche, che di per sé possono richiedere un ricovero.

Effetti collaterali

La persona sottoposta allo shock (in 3 casi su 4) conserva una memoria confusa o non ricorda gli eventi nella immediata prossimità temporale (giorno) della seduta. Al risveglio può essere presente transitorio disorientamento, derivante dall’anestesia.
A 6 mesi queste lacune sono ridotte esclusivamente al tempo di durata della seduta (ovvero l’anestesia, in cui la persona priva di conoscenza), mentre le altre lacune tendono a risolversi, anche se gradualmente.

Precedenti revisioni dei dati (NIH e NIMH 1985) facevano riferimento a disturbi della memoria relativi a eventi dei mesi precedenti e fino a due mesi dopo il termine delle applicazioni di Tec: va tenuto presente che questi dati si riferiscono ad una casistica con diversi parametri di sicurezza e meno selezionata a livello psichiatrico.
Inoltre, va tenuto presente che in diversi disturbi psichiatrici per i quali si utilizzava o si utilizza la Tec sono presenti disturbi della memoria e amnesie dopo la risoluzione delle fasi di malattia: l’amnesia può essere quindi in parte legata al disturbo in sé, oltre che effetto collaterale dei farmaci impiegati nelle terapie di mantenimento.

Per quanto riguarda l’idea che la Tec possa produrre danni strutturali o funzionali permanenti, nessuno degli studi eseguiti ha indicato una tale possibilità (Devanand 1994, Weiner e Krystal 1994, Greenberg 1997, NIH, NIMH 1985, CMHS 1998).
Invece, è dimostrato che la Tec protegge dai danni che la depressione può indurre nel sistema nervoso centrale, cioè stimola la crescita e ostacola l’atrofizzazione delle cellule nervose (Dumas e Vaidya, 1998).

Le ragioni della cattiva fama dell’elettroshock e il pregiudizio anti-psichiatrico

Nelle epoche in cui le terapie sono poche e le conoscenze scarse, si tende a utilizzare gli strumenti risultati utili per una malattia un po’ su tutto, magari a casaccio, secondo il principio che “tentar non nuoce”.
Può darsi che in passato, specialmente in condizioni gravi come le psicosi, questa approssimazione si sia associata anche da un atteggiamento aggressivo nei confronti della malattia, e inevitabilmente anche nei confronti della persona affetta.

C’è poi da notare che in passato il trattamento elettroconvulsivante si praticava senza anestesia, e senza la prevenzione della convulsione: questo produceva sofferenza all’atto dello stimolo ma anche rischio di danni muscolari, ossei e della spina dorsale.
E’ possibile che siano stati sottoposti a questo trattamento (come ad altri, o anche alla sola reclusione) persone non malate ma socialmente devianti, perché ritenute in qualche modo da rieducare o da neutralizzare. La stessa accusa è stata mossa ed è tuttora accampata contro alcune terapie farmacologiche, contro gli ospedali psichiatrici o i manicomi.
Va tenuto presente inoltre che le diagnosi di un tempo seguivano criteri diversi, e che per esempio il fatto che un tempo di ritenesse la Tec utile nella schizofrenia deriva anche dal fatto che un tempo si indicava come schizofrenia ciò che oggi invece si indica con diagnosi diverse (per esempio la depressione psicotica e il disturbo bipolare).
L’idea che la psichiatria, e l’elettroshock come sua massima espressione, sia una tecnica di soppressione delle capacità di critica e di ribellione degli individui socialmente scomodi, è un pregiudizio. La psichiatria, come branca della medicina, è una disciplina che mira a curare la sofferenza associata ai disturbi mentali, ad abbreviarne la durata, controllarne i sintomi e a prevenire la ricorrenza, le conseguenze e il deterioramento nervoso che questi disturbi provocano a lungo termine.

Conclusioni

E’ possibile concludere che la Tec è una tecnica psichiatrica efficace, utile in alcuni tipi di disturbi affettivi, e risorsa preferibile in alcune condizioni cliniche.
Come tutti i trattamenti ha precise controindicazioni (cioè situazioni in cui non deve essere applicata), un livello di rischio e effetti collaterali accettabili.
La Tec deve essere praticata secondo precise regole di sicurezza, al di fuori delle quali è da considerarsi un intervento non corretto e irragionevolmente rischioso, oltre che non affidabile.

La truffa dell'allungamento della vita media

Viviamo più a lungo, ma per ogni mese di vita guadagnato ci becchiamo dieci mesi di salute compromessa.
Siamo colpevoli di vivere troppo, e ci condannano a lavorare di più (se siamo fortunati) e a fare una vita di merda.
Mai come in questo caso diventa esplicito il fatto che il culto liberista è essenzialmente un'ideologia anti-umana, uno spirito di distruzione, l'ipostasi dell'istinto di morte.



domenica 11 dicembre 2011

Oggi sto con Di Pietro

Domani chissà. Tonino è uno dei pochi allo stato di cose attuali, che se non soddisfa la sete di giustizia come valore universale, perlomeno soddisfa la sete di logica, che molti liberi pensatori di questa Italia negletta bramano. Ci voleva un trust di cervelli bocconiani per fare 2+2? Per tagliare le pensioni, ripristinare l'ICI per le prime case, aumentare le accise della benzina, l'IVA, mandare la gente in pensione un attimo primo che al cimitero, ecc. ecc.? Bastava mio cugino ragioniere o persino il mio vicino bidello. Per metterlo in quel posto ai poveri non serve Monti, serve solo un po' di pelo sullo stomaco, molta ambiguità una vangata di ipocrisia.
Devo dire che almeno per una cosa il governo Monti ha avuto la sua utilità: ha mostrato al mondo lo stato di putrefazione cadaverica del PD, un partito che essendo già morto non teme più nemmeno di suicidarsi. Come già detto aveva la vittoria alla elezioni in tasca, ma per uno strano quanto sospetto senso di responsabilità nazionale ha preferito il suicidio, il che non sarebbe male se non trascinasse noi comuni mortali nel baratro insieme a lui. Se fosse ancora vivo Gaetano Salvemini aggiungerebbe ai tre classici mali dell'Italia, da lui evidenziati più di cento anni fa, un quarto male più attuale: il PCI e i derivati che ne sono seguiti negli anni. Ormai è chiaro che il PD non è semplicemente complice involontario di organismi sovranazionali rappresentanti dell'ideologia liberista, ma si identifica pienamente con essi. Pensare ad un'alleanza con questo partito per via dei numeri e della tattica è una tragica illusione. La fusione fredda dei post comunisti convertiti al liberismo, con una delle tante scheggie democristiane, ha creato un ibrido indigesto con un cervello liberista e un cuore clericale. Come si può sperare che questo agglomerato artificiale inserito in un intreccio perverso di interessi partitocratici e di lobbies trasversali, possa essere affidabile per un'alleanza di governo, non è dato saperlo.
Di Pietro, la sinistra e Vendola(quando l'avrà finita con il suo esasperante attendismo) dovrebbero aver capito che ormai non hanno altra scelta se non fare appello alle proprie forze e al consenso della società civile. Quante volte bisogna ripetere che il caso De Magistris è emblematico rispetto alle potenzialità di un'aggregazione siffatta?
Oggi con Di Pietro contro i professori, domani si spera con tutta la società civile italiana contro la violenza nei riguardi del buon senso e dell'umanità intera.

Sarà una strage

Per Barnard è tutto molto semplice: basta tornare alla lira, moneta sovrana, stamparne qualche tonnellata e vivere allegramente di debito. Sara vero? Forse si, ma se Grillo e Jacopo Fo sono ignoranti e la CGIL analfabeta, io mi sento perlomeno un po' confuso.
Due cose so per assolutamente certe: i poveri hanno sempre pagato e continuano a pagare ancora oggi e di crisi sento parlare da quando portavo i calzoni corti, tant'è che non so voi ma a me la parola sacrifici è familiare come la parola piove o la frase "non fare tardi stasera". Come si concilia questo con ciò che dice il nostro giornalista depresso?


dal Blog di Paolo Barnard

Piantatela di leggere i quotidiani e di guardare i TG. Non ha senso. Leggete qua.
L’Italia già da tempo ha un surplus di bilancio primario. E se io ti dico questa cosa, a te signor Gino Franchi o a te signora Marta Fasini, a te studentessa di legge o a te studente di storia, rimanete lì a sbadigliare senza capirci niente. E invece sapete cosa vi ho appena detto? Vi ho appena detto che la manovra di lacrime e sangue di Mario Monti è un buffetto sulla guancia confronto a quello che dovrà arrivare. Sarà una strage, e qui lo scrivo, almeno qui, visto che questi allarmi salva-vita non saranno mai lanciati da Michele Santoro, per malafede, o da Jacopo Fo e Beppe Grillo, per desolante ignoranza. (non cito la CGIL perché sono analfabeti, quindi non è colpa loro)
In parole semplici, già dai tempi di Berlusconi l’Italia ha un surplus di bilancio primario e questo significa che se si escludono dai conti dello Stato italiano gli interessi che deve pagare sul suo debito pubblico, esso già da tempo incassa ogni anno più di quanto spende. Quindi già da tempo l’Italia ha non solo raggiunto quel pareggio di bilancio che Draghi e Merkel vorrebbero nel nostro futuro, ma da anni l’Italia ha un surplus di bilancio in realtà. Questo surplus di bilancio significa che lo Stato da anni ci sta tassando più di quanto spende per noi; significa in altre parole che da anni lo Stato sta prelevando dai nostri conti correnti più denaro di quando ve ne versa, ed è in attivo. Ma a tutti i cittadini italiani viene raccontato, da TUTTI i media e da Monti, che abbiamo un deficit di bilancio cronico e che dobbiamo rimediarlo, cioè che siamo in passivo. Non è vero, siamo da anni in attivo. Ma aspettate, perché essere in attivo, come ho appena scritto, non è per nulla una bella notizia e quanto segue è orrendo.
La situazione riassunta è questa: in realtà i conti annuali (entrate e uscite) del nostro Stato sono in attivo da tempo (surplus di bilancio), e questo significa che da tempo ci tolgono più denaro di quanto ce ne diano in stipendi, servizi pubblici, opere. I risultati di questo sono evidenti, e sia l’Istat che la Caritas hanno documentato nei dettagli l’impoverimento vertiginoso di milioni di famiglie italiane, fallimenti aziendali a catena e disoccupazione tragica, deflazione economica ecc. Ma a tutti i cittadini italiani viene raccontato, da TUTTI i media e da Monti, che la cura di quell’impoverimento scandaloso è…  il pareggio e il surplus di bilancio! Certo, la cura per l’anemia è l’emorragia, certo. Ma di più.
Adesso, a causa degli interessi sul debito pubblico che l’Italia dovrà pagare a breve, Monti dovrà aumentare ancor di più il surplus di bilancio che già abbiamo, cioè dovrà tassarci molto ma molto di più di quanto lo Stato già ci tassi oggi, ultima manovra inclusa. Capite? Già siamo in una condizione di automatico impoverimento (il surplus che già abbiamo = lo Stato toglie dai nostri c/c ogni anno di più di quanto vi versa), e da qui in poi l’automatismo di impoverimento si decuplicherà. In parole ancora più povere, significa che se finora ci è piovuto in casa, Monti sfonderà le dighe e in casa ci arriverà uno Tsunami. E tutto questo solo, ma SOLO, perché oggi con l’Euro non sovrano che lo Stato non può emettere ma solo prendere in prestito dall’esterno, per pagare quegli interessi sul debito pubblico il Tesoro è costretto a venire a batter cassa da noi, da te signor Franchi e da te signora Fasini, e da voi studenti. E sarà una strage.
Ora pensate a questo: se l’Italia avesse avuto in questi ultimi anni la propria moneta sovrana, avrebbe potuto innanzi tutto evitare di portare avanti un surplus di bilancio primario, quindi per anni ci avrebbe tassati di meno di quanto spendeva per noi cittadini, e saremmo tutti più ricchi e protetti. E in secondo luogo, oggi se ne fregherebbe del mega debito e dei suoi interessi, esattamente come se ne frega il Giappone, che ha un debito doppio del nostro e ha Yen sovrano, però. E’ veramente tutto qui, semplice così. Ma nel nome dell’Euro inventato per gli interessi speculativi immensi di un migliaio di amici di Monti e Draghi, e per quelli degli industriali Neomercantili tedeschi protetti dalla Merkel, a milioni dobbiamo soffrire terrorizzati dall’isteria del deficit, che in realtà (e con moneta sovrana) sarebbe la nostra salvezza. Invece abbiamo un surplus di bilancio primario, che è un cappio che ci già soffoca, e dovrà soffocarci molto ma molto di più in futuro. E nel nome di questo, mentre soffochiamo e soffriamo, ci hanno anche tolto la democrazia, l’informazione non esiste, e io scrivo qui per niente.
(consolazione: i concetti da me espressi qui sopra sono ormai di libero dominio nei blog di economisti, banchieri, traders, monetaristi, e speculatori di mezzo mondo, sulle pagine del Financial Times tutti i santi giorni, sul Wall Street Journal ogni mezza giornata, e i titoli sono sempre cose come “La catastrofe… L’agonia… Il suicidio… dell’Eurozona”, e in effetti ci sta succedendo una cosa epocale, devastante, mai come oggi da 80 anni, ma qui da noi… mistero. Chi è che aveva scritto “La scomparsa dei fatti” qualche tempo fa? Potremmo chiedere a costui di farli ricomparire).

giovedì 8 dicembre 2011

Michael Moore: 10 cose che vogliamo. Una proposta per Occupy Wall Street

Ieri sera ho linkato su fb un articolo dal blog di Michael Moore sul movimento Occupy aggiungendo la domanda “qualche volontario traduce?”. Poche ore dopo nei commenti ho scoperto che era stato tradotto da una amica Mariantonietta che ringrazio. Lei mi ha risposto: “di niente anzi mi e’ servito per documentarmi e a far passare il tempo della mia insonnia”. Buona lettura

dal blog di Maurizio Acerbo
Quali sono i passi successivi che OWS deve fare?
Michael Moore


Lo scorso fine settimana ho partecipato a una riunione di quattro ore degli attivisti di Occupy Wall Street, il cui scopo è stato quello di far venire fuori la visione e gli obiettivi del movimento. Vi hanno partecipato più di 40 persone e la discussione è stata stimolante e rigenerante.
Ecco cosa ne è venuto fuori e sarà proposto come “vision” del movimento all’Assemblea Generale di Occupy Wall Street:
Noi Immaginiamo:
1) una società veramente libera, democratica e giusta;
2) in cui noi, il popolo, ci incontriamo e risolviamo i nostri problemi con il consenso;
3) in cui le persone sono invitate ad assumersi la responsabilità personale e collettiva e a partecipare al processo decisionale;
4) in cui si impara a vivere in armonia e abbracciare i principi di tolleranza e rispetto della diversità e le diverse opinioni degli altri;
5) dove dobbiamo proteggere i diritti civili ed umani da tutte le violazioni delle forze armate e dai governi tirannici e ingiusti;
6) in cui le istituzioni politiche ed economiche lavorano a beneficio di tutti, non solo per pochi privilegiati;
7) in cui forniamo un’istruzione completa e gratuita per tutti, non solo per ottenere posti di lavoro, ma per crescere e fiorire come esseri umani;
dove il valore dei bisogni umani va oltre il guadagno monetario, per garantire standard di vita dignitosi, senza i quali la democrazia effettiva è impossibile;
9) in cui lavoriamo insieme per proteggere l’ambiente mondiale per assicurare che le generazioni future abbiano aria sana e pulita , acqua e viveri , e saremo in grado di godere della bellezza e della generosità della natura di cui le generazioni passate hanno goduto.
Il prossimo passo sarà quello di sviluppare un elenco specifico di obiettivi e richieste.
 Come uno dei milioni di persone che partecipano al movimento Occupy Wall Street, vorrei offrire rispettosamente i miei suggerimenti su ciò che possiamo ottenere ora per togliere il controllo del nostro paese dalle mani dell’ 1% della popolazione e portarlo direttamente nelle mani della maggioranza del 99%.
10 cose che vogliamo
Una proposta per Occupy Wall Street
Inviata da Michael Moore
Ecco quello che proporrò all’Assemblea Generale di Occupy Wall Street:
 1. Sradicare i tagli fiscali di Bush per i ricchi e istituire nuove tasse sugli americani più ricchi e sulle società, tra cui una tassa su tutti gli scambi a Wall Street (dove si paga attualmente lo 0%).
2. Valutare una tassa penale su qualsiasi società che muove posti di lavoro americani in altri paesi, quando la società sta già realizzando profitti in America. Il nostro lavoro è il tesoro nazionale più importante e non può essere rimosso dal paese solo perché qualcuno vuole fare più soldi.
3. Richiedere che tutti gli americani paghino la stessa Social Security Tax su tutti i loro guadagni (normalmente, la classe media paga circa il 6% del loro reddito alla previdenza sociale, quelli che guadagnano 1 milione all’anno pagano circa lo 0,6% (o 90% in meno rispetto alla media delle persone). Questa legge semplicemente prevede che i ricchi paghino come tutti gli altri.
4. Ripristinare il Glass-Steagall Act, ponendo norme serie sulla conduzione delle transazioni a Wall Street e nelle banche.
5. Fare indagini sul crollo del 2008, e consegnare alla giustizia coloro che hanno commesso ogni tipo di reato.
6. Riordinare le priorità di spesa della nostra nazione (compresa la fine di tutte le guerre e il loro costo di oltre 2 miliardi di dollari alla settimana). Ciò consentirà la riapertura delle biblioteche, ripristinare corsi di arte, musica ed educazione civica nelle scuole, riparare le nostre strade e ponti e infrastrutture, cablare l’intero paese per internet del 21 ° secolo, e sostenere la ricerca scientifica che migliora la nostra vita.
7. Unirsi al resto del mondo libero e creare un single-payer, sistema di assistenza sanitaria universale e gratuito che copre tutti gli americani per tutto il tempo.
8. Ridurre immediatamente le emissioni di carbonio che stanno distruggendo il pianeta e scoprire modi di vivere senza il petrolio che sarà impoverito e terminato entro la fine di questo secolo.
9. Richiedere che le aziende con più di 10.000 dipendenti rinnovino il loro consiglio di amministrazione in modo che il 50% dei suoi membri sia eletto dai lavoratori dell’azienda. Non potremo mai avere una vera democrazia fino a quando la maggioranza delle persone non ha voce in ciò che accade nel luogo in cui trascorre la maggior parte del suo tempo: il loro lavoro. (Per ogni uomo d’affari americano che sta andando fuori di testa per questa idea, perché pensa che i lavoratori non siano in grado di guidare una società di successo: la Germania ha una legge di questo tipo che ha contribuito a renderla leader a livello mondiale nelle esportazioni).
10. Noi, il popolo, dobbiamo far passare tre emendamenti costituzionali che costituiranno un lungo cammino verso la soluzione dei problemi principali che ora abbiamo. Questi includono:
a) Un emendamento costituzionale modifichi il nostro sistema elettorale:
1) rimuovendo completamente i contributi elettorali dal processo politico,
2) tutte le elezioni devono essere finanziate con fondi pubblici;
3)spostare il giorno delle elezioni al fine settimana per aumentare l’affluenza alle urne;
4) dare il diritto di voto agli americani al momento della loro nascita;
5) divieto di voto computerizzato e che tutte le elezioni si svolgano su schede di carta.
b) Un emendamento costituzionale che dichiara che le società non sono persone e non hanno i diritti costituzionali dei cittadini. In questo emendamento va inoltre specificato che gli interessi dei cittadini devono sempre venire prima degli interessi delle multinazionali.
c) Un emendamento costituzionale che fungerà da “secondo disegno di legge dei diritti”, come proposto dal presidente Franklin D. Roosevelt: che ogni americano ha un diritto umano al lavoro, all’assistenza sanitaria, ad una istruzione gratuita e piena, di respirare aria pulita , bere acqua pulita e mangiare cibi sani e di essere curati con dignità e rispetto nella loro vecchiaia.
Fatemi sapere cosa ne pensate. Occupy Wall Street gode del sostegno di milioni di persone. Si tratta di un movimento che non può essere fermato. Entra a farne parte, condividendo i vostri pensieri con me oppure on-line (su OccupyWallSt.org).
Entra (o inizia!) nel tuo movimento Occupy locale. Fai un po’ di rumore. Non c’è bisogno di piantare la tenda a Manhattan per essere un occupante. You are one just by saying you are. Questo movimento non ha un singolo leader o portavoce, ogni partecipante è leader nel suo quartiere, nella sua scuola, nel suo posto di lavoro. Ognuno di voi è un portavoce di coloro che incontra. Non ci sono quote da pagare, nessun permesso da chiedere al fine di creare un’azione.
Ha solo dieci settimane di vita, eppure ha già cambiato il dibattito nazionale. Questo è il nostro momento, quello che avete sempre desiderato, aspettato. Se succederà deve accadere ora. Non starne fuori. Questo è il vero affare. Questo è tutto.
Felice Giorno del Ringraziamento!

venerdì 2 dicembre 2011

Intervista a Jean Paul Fitoussi (pt.2) - di Giulia Innocenzi - quinta puntata

Pro e contro la libertà di morire

Flores d’Arcais: “Il suicidio assistito è un diritto di libertà”. Travaglio: “Il medico salva, non uccide”. Due punti di vista opposti a confronto su eutanasia e fine vita.

di Paolo Flores d’Arcais, da Micromega  (via Il Fatto Quotidiano, 2 dicembre 2011)

Se la tua vita non appartiene a te, amico lettore, ne sarà padrone un altro essere umano, finito e fallibile non meno di te. Ti sembra accettabile? Su questa terra infatti si agitano e scontrano solo e sempre volontà umane, una volontà anonima e superiore che si imponga a tutti, oggettivamente o intersoggettivamente, è introvabile. Chi ciancia della volontà di Dio è blasfemo (come può pensare di conoscere ciò che è incommensurabile con la piccolezza umana?). In realtà attribuisce a Dio la propria volontà, lucrando sulla circostanza che nessun Dio potrà querelarlo per diffamazione.

Il Dio cattolico di Küng considera lecita l’eutanasia, il Dio altrettanto cattolico di Ratzinger l’equipara all’omicidio. Perché in realtà si tratta dell’opinione di Küng e dell’opinione di Ratzinger, umanissime entrambe e non più autorevoli della tua. Perciò, rispetto alla tua vita, o il padrone sei tu o il padrone è un altro “homo sapiens”, eguale a te in dignità (così Kant, e ogni democrazia anche minima), vescovo, primario ospedaliero, pater familias o altra “autorità” che sia.

Ma poichè siamo tutti eguali, deve anche valere il reciproco: se il padrone della tua vita può essere qualcun altro, tu potrai a tua volta decidere della sua vita contro la sua volontà. Se c’è davvero qualcuno che accetterebbe si faccia avanti. Ma non ce n’è nessuno. Nella realtà esistono solo “homo sapiens” finiti, fallibili e peccatori come te e come me, amico lettore, che pretendono di imporre alle altrui vite la loro personale volontà, ma mai accetterebbero di essere soggetti ad analoga mostruosa prevaricazione.

Perciò, senza perifrasi: il suicidio assistito è un diritto? Sì. Fa tutt’uno col diritto alla vita e alla libertà, inscindibili. La “Vita” che qualcuno vuole “sacra” è infatti la vita umana, non il “bios” in generale (ogni volta che prendiamo un antibiotico, come dice la parola, facciamo strage di “vita”), e la vita umana è tale perché singolare e irripetibile, cioè assolutamente MIA. Se non più mia, ma a disposizione di volontà altrui, è già degradata a cosa: “Instrumentum vocale”, dicevano giustamente gli antichi.

Per Lucio Magri la vita era ormai solo tortura. Per Mario Monicelli la vita era ormai solo tortura. Per porvi fine, Lucio Magri ha dovuto andare in esilio e Mario Monicelli gettarsi dal quinto piano. La legge italiana vieta infatti una fine che non aggiunga dolore al dolore già insopportabile: su chi ti aiuta incombe una condanna fino a 12 anni di carcere. E per “assistenza” al suicidio si intende anche quella semplicemente morale! Due casi raccapriccianti di anni recenti: un coniuge accompagna l’altro nell’ultimo viaggio (solo questo: la vicinanza) e deve patteggiare una pena di oltre due anni, altrimenti la sentenza sarebbe stata assai più pesante. Una signora di 54 anni, affetta da paralisi progressiva, decide di andare da sola in Svizzera, proprio per non coinvolgere la figlia. Che tuttavia le prenota il taxi per disabili che la porterà oltre frontiera. È bastato per l’incriminazione: ha dovuto patteggiare un anno e mezzo di carcere.

Ma quando si vuole porre fine alla tortura che ormai ha saturato la propria esistenza, si ha sempre bisogno di assistenza: il pentobarbital sodium non si trova dal droghiere, solo un medico lo può procurare. L’alternativa è appunto l’esilio o lo strazio estremo dell’angoscia aggiuntiva: gettarsi sotto un treno o nel vuoto o nella morte per acqua. Le anime “virili” che si sono concessi perfino l’ironia (“se uno vuol farla finita ha mille modi, senza piagnistei di ‘aiuto’”: i blog ne sono pieni), hanno davvero oltrepassato la soglia del vomitevole.

Altre obiezioni grondano comunque ipocrisia o illogicità. “Se vedi uno che si sta impiccando che fai, rispetti la sua libertà o intanto lo salvi?”. Ovvio che lo salvo, poiché potrebbe essere un momento di sconforto. Ma i casi di cui parliamo sono sempre e solo riferiti a scelte lungamente maturate, ponderate, ribadite. Lucidamente e incrollabilmente definitive (a maggior ragione se chi vuole morire subito è un malato terminale comunque condannato a morte). Da rispettare, dunque, se a una persona si vuole bene davvero: anche se la fine della sua tortura ci procura il dolore della sua assenza per sempre.

Altrettanto pretestuosa l’accusa che il medico verrebbe costretto a praticare l’eutanasia a chiunque la chieda. Nessuno ha mai avanzato questa richiesta, ma solo il diritto - per il medico che questo aiuto vuole dare - di non rischiare il carcere come un criminale. Spiace perciò particolarmente che Ignazio Marino, clinico e cittadino dai molti meriti, abbia dichiarato: “Non dividiamoci tra ‘pro vita’ e ‘pro morte’, il tifo da stadio non è giustificabile di fronte alla fragilità umana”.

A parte la scurrilità del “tifo da stadio”: essere “pro choice” non è essere “pro morte” ma per la libertà di ciascuno di decidere liberamente, mentre troppi “pro vita” sono semplicemente “pro tortura”, poiché pretendono di imporla a chi invece la vive come peggiore della morte. Tu hai tutto il diritto di dire che mai e poi mai ricorrerai al suicidio assistito, che la sola idea ti fa orrore. Ma che diritto hai di imporre questo rifiuto a me, cui fa più orrore la tortura, visto che siamo cittadini eguali in dignità e libertà?