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venerdì 14 settembre 2018
domenica 11 gennaio 2015
Non è sangue sulla libertà.
di Tonino D'Orazio
E’ sangue sull’ineguaglianza. Non è possibile ad una mente critica confondere i due concetti.
Dire che, in pagina di copertina e a caratteri cubitali, (cfr google) il Corano è una merda non rileva molto della satira. Diciamo non fa né ridere né sorridere. Come in genere nessun linguaggio escrementizio.
Immaginate su un nostro settimanale scrivere in pagina di copertina, almeno dieci volte all’anno, che il Vangelo è una merda. Oppure la Bibbia, questa strana raccolta di storie di violenza, di sopraffazione, di genocidi a fil di spada, di meretrici all’opera, di un maschilismo esacerbato e predominante, di un dio padre spesso umanamente vendicativo, rabbioso e di parte, di una continuità storica immorale fino al genocidio palestinese attuale nel suo nome, immaginate insomma che questa Bibbia venga trascinata nello sterco. Ci sarebbe subito del penale e del vilipendio. Oppure provate a bestemmiare, atto inutile e per questo stupido o perlomeno provocatorio, e una multa dal garante dell’ordine pubblico non ve la leva nessuno. Come dire che per le religioni invece c’è chi può e chi non può.
Certamente quello dei redattori di Charlie Hebdo è un vigliacco assassinio, e va fermamente condannato, ma non possiamo dimenticare o pensare che le centinaia, migliaia ormai di civili musulmani morti (donne e bambini) sotto i nostri bombardamenti occidentali, siano solo effetti collaterali della benemerita e bombarola politica di esportazione armata della nostra letale democrazia. Sarebbe, come predica la Bibbia, un occhio per un occhio, una vita per una vita? O magari dieci o cento vite palestinesi per una ebrea? Mille vite musulmane per un bianco cristiano? In nome dello stesso dio? Tutto regolare, eccetto per chi non può decidere nulla perché c’è chi è più uguale di un altro.
L’Islam è compatibile con la democrazia? Tanto quanto il cristianesimo prevaricante o fondamentalista. In epoca romana (e per quattro secoli) il cristianesimo era totalmente incompatibile con la concezione generale dello stato e del diritto romano, e dopo una certa ambigua fase storica di fondamentalismo, fu dichiarato religione ufficiale dell’impero romano morente. Da allora ha sostituito lo Stato e la democrazia, imponendo la sua visione, oltre le minacce per l’eventuale “al di là”, anche degli affari terreni, fino a crimini orrendi di ignoranza e di strapotere. Ancora oggi i dieci comandamenti sono il fulcro dei codici, sia civile che penale, dell’occidente. Gli illuministi, i razionalisti e gli atei possono stare all’angolo, non sono liberi, oppure lo sono finché non danno fastidio e non cerchino di costruire la loro visione del mondo su valori non religiosi. Non sono uguali agli altri per libertà di pensiero. L’Islam è compatibile con la democrazia tanto quanto viene accettato da quasi due miliardi di individui, né più né meno ignoranti di noi, e tradotto in pratica di governo delle loro società. Forse abbiamo qualche responsabilità nell’aver, dividit et imperat, creato e sostenuto (e armato) i loro filoni più estremistici a noi confacenti e utili per interventi umanitari armati e per derubarli. L’attacco vigliacco a Charlie Hebdo si sta traducendo proprio in una maggior accettazione del corso storico da noi creato in quelle aree; in un rinsaldamento della nostra occidentalità cristiana (Salvini: “torniamo alle radici”); in una guerra di religioni appena repressa dalle Crociate ad oggi (guerra potente, ma la voglio tralasciare in questo articolo); in un mai sopito e sempre reiterato appello alla pena di morte; in un potenziamento dei filoni culturali e politici razzisti, destre tanto utili al sostegno neoliberista europeo e nord americano per continuare a costruire ingiustizia, ineguaglianza e appropriazione indebita; in un razzismo populista strisciante e ben orchestrato, con venti di guerra e di vendetta (Hollande). La nostra, la loro non è uguale, e “pagheranno” (chi?). Noi no, mai.
Per avere sempre ragione abbiamo costruito un sembiante di diritto internazionale addomesticato ai nostri voleri, diciamo alle nostre armi, la Nato che ormai si espande oltre i suoi confini e i suoi compiti, il Tribunale Internazionale Penale (di cui giustamente non fanno parte né Israele né gli Stati Uniti) per punire i genocidi non nostri e solo i mostri che non ci piacciono e non ci ubbidiscono, l’Onu che ratifica sempre più la sua dipendenza dagli Stati forti, quelli con l’atomica. L’ineguaglianza e l’ingiustizia regnano dappertutto sul globo. E volete che non succeda nulla?
La rivoluzione francese è stata fondamentale per i concetti sociali, per niente religiosi, espressi in tre parole, “liberté, egalité e fraternité”. A queste parole il popolo parigino, da allora, associa una manifestazione tematica. Si riunisce automaticamente a Place de la République quando si minaccia lo Stato complessivamente, a Place de la Bastille quando si minaccia la libertà o lo stato sociale. Fraternité non è riferita alla fratellanza cristiana ma a quella umana illuministica e utopica espressa successivamente con la parola solidarietà che ha permesso il diritto allo stato sociale. Ma include anche le altre due parole chiavi e viceversa, in modo indissolubile. Non esiste l’una senza le altre.
A mio avviso quindi non hanno percepito solo un attacco alla libertà ma soprattutto quello allo Stato, alla Francia, come in fase di guerra, anche religiosa s’intende.
L’uguaglianza è la condizione di esistenza della giustizia in seno alle comunità umane. Non v’è giustizia senza uguaglianza. Già le classi sociali rappresentano la sconfitta di tutti e due i concetti. La lotta per l’eliminazione delle ineguaglianze rispetto ai diritti è stata nel passato il motore e l’assioma della Rivoluzione Francese e delle principali rivolte, insurrezioni e rivoluzioni sociali e politiche, insieme alla lotta per le libertà collettive. Una società con l’una, l’uguaglianza (tentativo del socialismo reale) senza l’altra, la libertà generale e degli individui, non può essere che totalitaria, anche se “dolce” e condivisa, come sta capitando alle nostre, gestite sempre più dai “poteri forti”, occulti o sfacciati. Non abbiamo più un granché da insegnare al mondo. Anzi dovremmo proprio ricominciare dalla tematica égalité per riconquistare noi stessi libertà e democrazia. E’ l’unico programma socialista possibile.
Ecco perché non è sangue sulla libertà, ma sull’ineguaglianza e l’ingiustizia globale.
lunedì 28 maggio 2012
Ci sei o ci fai: fra evoluzionismo e creazionismo
da unipv
[da NCSE] Interessanti i risultati di un sondaggio, comunque geograficamente limitato al piccolo stato USA del New Jersey, che permette di verificare che, di fronte ad una domanda secca “L’uomo ha avuto origine da forme viventi precedenti?”, il 51% risponda affermativamente, il 42% negativamente e il 7% si astenga. E’ interessante comunque il confronto con le altre domande a cui il campione ha risposto. Si è potuto infatti verificare che fra i non credenti (all’evoluzione biologica) prevalgano i repubblicani, gli anziani oltre i 55 anni e le donne ma soprattutto che la differenza più rilevante riguardi il livello di scolarizzazione, la differenza fra i laureati e le persone limitate alle scuole superiori o anche meno.
Il report evidenzia quindi che la scuola sia utile, e come sia quindi necessario preoccuparsi dei programmi scolatici, della qualità e della preparazione degli insegnanti: chi trova ragionevole che l’uomo attuale sia derivato da forme viventi precedenti passa infatti dal 37% al 69%, raddoppia in quelli che escono dall'università!
Meno influenza dovuta all’istruzione si nota invece in chi crede nella vita dopo la morte (da 65% a 61%) o nell’astrologia (da 41% a 28%). Il ruolo dell’istruzione è comunque ancora più rilevante nella valutazione della Bibbia; chi crede sia un’opera del tutto umana balza dal 12% in chi al massimo è arrivato a frequentare il liceo al 34% in chi è uscito dall’università.
E’ quindi importante verificare con cura i programmi scolastici, controllare che vengano rispettati, ma soprattutto preoccuparsi che nessuno venga abbandonato (“No child left behind”). Puo’ evitare che, in un futuro in cui tutti avessero la migliore istruzione, qualche antievoluzionista possa accorgersi di essere semplicemente ignorante, non avendo ricevuto le informazioni minime che il sondaggio evidenzia come indispensabili per capire l’evoluzione biologica.
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[da NCSE] Da qualche giorno sono
disponibili in rete le prime bozze del Next Generation Science Standards, Come
il volume del 2011 dell'autorevole National Research Council (A
Framework for K-12 Science Education), a cui questa proposta di futuri standard per
l'insegnamento delle scienze nelle scuole fa riferimento, i nuovi standard non sono affatto
reticenti per quanto riguarda l'evoluzione e il cambiamento climatico.
La selezione naturale e l'evoluzione sono fra i principali temi proposti per le superiori, mentre la selezione naturale e l'adattamento è uno dei 5 principali temi per le medie. Lo stesso dicasi per "Cambiamento climatico e sostenibilità" e per "Meterologia, clima e Pressione umana sull'ambiente" nell'ambito delle scienze della terra e dello spazio.
La selezione naturale e l'evoluzione sono fra i principali temi proposti per le superiori, mentre la selezione naturale e l'adattamento è uno dei 5 principali temi per le medie. Lo stesso dicasi per "Cambiamento climatico e sostenibilità" e per "Meterologia, clima e Pressione umana sull'ambiente" nell'ambito delle scienze della terra e dello spazio.
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[da NCSE] Sempre in questi giorni sono stati
pubblicati i risultati di un sondaggio ("Climate Change in the American Mind: Americans'
Global Warming Beliefs and Attitudes in March 2012").
Molte le domande e le risposte, per le quali vengono
presentate anche le variazioni per il periodo dal 2008 ad oggi.
Curioso osservare come i rischi peggiori vengano riservati alle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, ma sopratto alle specie animali e vegetali, senza che si rifletta sulle inevitabili conseguenze che comunque ricadrebbero sulla nostra specie. Se molti americani continuano a non credere al riscaldamento globale o comunque a non preoccuparsene (21%+20%), chi se ne preoccupa in maggioranza crede che sia responsabilità umana (38% contro il 25%).
Curioso osservare come i rischi peggiori vengano riservati alle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, ma sopratto alle specie animali e vegetali, senza che si rifletta sulle inevitabili conseguenze che comunque ricadrebbero sulla nostra specie. Se molti americani continuano a non credere al riscaldamento globale o comunque a non preoccuparsene (21%+20%), chi se ne preoccupa in maggioranza crede che sia responsabilità umana (38% contro il 25%).
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[da NCSE] Leggi che intendevano
proteggere chi voleva insegnare informazioni antievoluzioniste nelle scuole
nelle ore di scienze sono decadute recentemente nelle assemblee legislative
nel Missouri e in Alabama.
domenica 20 luglio 2008
Il meglio della bibbia
postato da oniat alle ore 21:52 domenica, 20 luglio 2008
Piccola antologia tratta dall'antologia di Zorobabele, Dio cavalcava un cherubino, Milano, Baldini&Castoldi, 1994
Numerosi furono i feriti e i morti, perchè la guerra era voluta da Dio.
1 Cronache 5,22
Nella mano del Signore è un calice colmo di vino drogato. Egli ne versa: fino alla feccia ne dovranno sorbire, ne berranno tutti gli empi della terra.
Salmi 76,9
Poi mi unii alla profetessa, la quale concepì e partorì un figlio. Il Signore mi disse "Chiamalo Bottino Pronto Saccheggio Prossimo".
Isaia 8,3
Improvvisamente un angelo del signore lo colpì, perchè non aveva dato gloria a Dio; e, roso dai vermi, spirò.
Atti 12,23
Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan "Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così posterità per ilfratello". Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra,per non dare posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui.
Genesi 38,6-10
Eliseo andò a Betel. Mentre egli camminava per strada, uscirono dalla città alcuni ragazzetti che si burlarono di lui dicendo "Vieni su, pelato; vienisu, calvo!". Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.
2 Re 2,23-25
E' meglio andare in una casa in pianto che andare in una casa in festa; perchè quella è la fine di ogni uomo e chi vive ci rifletterà. E' preferibile la mestizia al riso, perchè sotto un triste aspetto il cuore è felice. Il cuore dei saggi è in una casa di lutto e il cuore degli stolti in una casa in festa.
Qoèlet 7,2-4
Trovo che più amara della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.
Qoèlet 7,26
Una donna accetterà qualsiasi marito, ma una giovane è migliore di un'altra.
Siracide 25,15
Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo.
Siracide 25,24
Meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna.
Siracide 36,21
Come in tutte le comunità di fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perchè non è loro permesso di parlare, stiano invece sottomesse,come dice anche la legge.
1 Corinzi 14,34
E' cosa buona per l'uomo non toccare donna; tuttavia, per il pericolo dell'incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. [...] In conclusione, colui che sposa la propria vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio.
1 Corinzi 7,1-38
[...]Davide si alzò, partì con i suoi uomini e uccise tra i filistei duecento uomini. Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per diventare genero del re. Saul [il re] gli diede in moglie la figlia Mikal.
1 Samuele 18,26-27
Fa buona guardai a una figlia libertina.[...] Come un viandante assetato apre la bocca e beve qualsiasi acqua a lui vicina, così essa siede davanti a ogni palo e apre a qualsiasi freccia la faretra.
Siracide 26,10-12
Gesù rispose loro "Io e il Padre siamo una cosa sola".
Giovanni 10,30
Gli rispose Gesù "Il Padre è più grande di me".
Giovanni 14,28
Il signore disse ancora a Mosè "Parla a Aronne e digli: Nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe, che abbia qualche deformità, potrà accostarsi a offrire il pane del suo Dio.
Levitico 21,16
I fabbricanti di idoli sono tutti vanità e le loro opere preziose non giovano a nulla; ma i loro devoti non vedono né capiscono affatto e perciò saranno coperti di vergogna.[...] Essi non riflettono, non hanno scienza e intelligenza per dire "Ho bruciato nel fuoco una parte [dell'albero], sulle sue braci ho cotto perfino il pane e arrostito la carne che ho mangiato; col residuo farò un idolo abominevole? Mi prostrerò dinanzi a un pezzo di legno?".
Isaia 44,9-19
Il Signore disse a Mosè "Come offerta volontaria potrai presentare un bue o una pecora che abbia un membro troppo lungo e troppo corto; ma come offerta per qualche voto non sarebbe gradita".
Levitico 22,23
Non entretà nella comunità del Signore chi ha il membro contuso o mutilato.
Deuteronomio 23,2
Meglio uno di scarsa intelligenza ma timorato, che uno molto intelligente ma trasgressore della legge.
Siracide 19,21
Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il regno dei cieli.
Matteo 5,3
Molta sapienza molto affanno; chi accresce il sapere aumenta il dolore.
Qoèlet 1,18
Parola di dio
Rendiamo grazie a Dio...
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