di
G. Pascal Zachary (da Alternet)
traduzione di Domenico D'Amico
Tutto
questo parlare di secessione evidenzia un aspetto esistenziale
nascosto, ma non inesistente, dello stato nazione americano: che
l'unione è una scelta quanto la separazione.
Con
cadenza regolare molti cittadini si ritrovano a pensare con favore a
uno smembramento degli Stati Uniti – patrioti di ogni colore
politico che “nel corso degli eventi umani” sono arrivati a
ritenere che sia sorta “la
necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno
stretto [a un altro popolo]” [1]
Il
nostro è uno di questi periodi, e nonostante le istanze politiche e
il momento storico abbiano una loro unicità, uno sguardo a passati
episodi di zelo secessionista potrebbe illuminare il presente. Il
profluvio di fervore secessionista seguito alle ultime elezioni è
solo una fantasticheria passeggera, oppure è l'indicazione di un più
profondo, perfino rivoluzionario, cambiamento del contesto politico
americano?