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giovedì 11 ottobre 2012

Con le popolazioni Maya del Guatemala

da soggettopoliticonuovo
 
La solidarietà con chi lotta per  il lavoro, i diritti, la dignità e la difesa delle proprie vite e del proprio territorio è per noi un dovere assolutamente irrinunciabile, anche quando si tratti di paesi e di popoli lontani e poco conosciuti.
Ci fu un tempo in cui la solidarietà internazionale (allora lo chiamavamo internazionalismo) era un’espressione naturale di tutte quelle realtà politiche, sindacali e associative che facevano riferimento al mondo del lavoro e a tutte le istanze di emancipazione.
A.L.B.A. (Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente) sente di doversi schierare senza esitazione con le popolazioni Maya del Guatemala, che in questi giorni sono state fatte oggetto di una feroce quanto ingiustificata repressione da parte delle forze governative nel distretto di Totonicapàn, regione del Quichè.
Morti, feriti e arresti sono il bilancio di una dissennata “operazione di polizia” che il governo del presidente Otto Perez Molina ha ordinato per eliminare la resistenza delle comunità contro una riforma costituzionale -  che ridurrebbe drasticamente i diritti (già messi a dura prova) delle popolazioni indigene sulle proprie terre – e contro una situazione sociale e politica che si sta configurando come un vero golpe strisciante.
Fra l’altro, la vicenda guatemalteca coinvolge noi italiani in misura particolarmente grave, dal momento che uno dei principali fronti di lotta delle comunità (e quindi uno dei principali punti critici della repressione)  riguarda l’opposizione  alle realizzazioni che la “nostra” ENEL (multinazionale italiana, tutt’ora in parte significativa a capitale pubblico) sta portando avanti in una parte del Paese, con conseguenze gravissime in termini di devastazione ambientale, di militarizzazione del territorio e di conculcamento dei diritti civili.
Riteniamo che su questo tema (e su tutte le lotte dei popoli per la terra, la libertà, il lavoro e il diritto ad autodeterminarsi) debba sollevarsi quell’ opinione pubblica internazionale che fu capace in altri momenti di proclamare scioperi generali e attuare forme di resistenza mondiale contro i soprusi e le vessazioni.
Chiediamo che il governo italiano non si renda oltre complice del massacro e delle violazioni perpetrate in Guatemala.
Chiediamo che tutte le realtà politiche prendano posizione decisa ed esigano che si avvi subito la smilitarizzazione del territorio Maya
Chiediamo a tutte le persone, alle quali potrà giungere questo comunicato, di inviare l’ adesione alla solidarietà attiva con le comunità guatemalteche, inviando il proprio messaggio (specificando nome, cognome, città di residenza e indirizzo e-mail) a       juventudesindigenasiximuleu@gmail.com

Comitato Esecutivo ALBA  9 ottobre 2012


sabato 6 ottobre 2012

Gli studenti dopo le botte dei celerini: “Non ci fermeremo”

Che ci è successo? Sembriamo una massa di lobotomizzati,  zombies che vagano senza speranza. Il ricatto del "non ci sono più soldi" che implicitamente significa "si salvi chi può", ha prodotto in noi il distacco emotivo di un mangiatore di loto. Certe cose non sono viste più come ingiustizie, ma come accadimenti neutrali, fotogrammi di una realtà  percepita con indifferenza. come se tutto fosse già scritto, come se l'unica cosa importante fosse salvaguardare il nostro piccolo universo personale. E' solo quello? Non so darmi una spiegazione soddisfacente, se non quella  che tutto ciò che accade sia solo il frutto di una specificità italiana: il frutto malato di una storia che ha gravemente danneggiato la nostra capacità umana di indignarci e di odiare l'oppressore e il corrotto. Parafrasando quel tale, forse è vero che non è tanto l'oppresore o il corrotto "in sé" il problema, ma l'oppressore e il corrotto "in me". Per questo solo menti ancora non totalemnte corrotte possono concepire lo scendere in piazza incazzate e con una speranza nel cuore. O forse stanno solo giocando.(F.C.)

da contropiano

Cariche violente, ragazzini picchiati e trascinati per terra, teste spaccate. Ma le botte ai ragazzini del governo tecnico non fermano la protesta degli studenti. Che si spera abbiano presto al loro fianco anche gli adulti...


Ieri nelle piazze di Roma e Torino in particolare, ed in parte di Milano, abbiamo rivisto le stesse scene di Genova del 2001. Ragazzine menate da poliziotti alti due metri e difesi da inattaccabili armature. Ragazzini trascinati per terra per metri, umiliati, offesi, trattati come criminali. Scene che stanno destando una enorme indignazione in Italia e oltreconfine, e che dovrebbero far riflettere sulla natura di un apparato di sicurezza sempre più violento. Il governo tecnico picchia duro, come e più dei governi di destra. Perché sa di essere al riparo da eventuali rappresaglie elettorali da parte di chi non perdona di veder tornare a casa i propri figli col naso rotto e la testa spaccata. E perché ha l’appoggio incondizionato di quel PD che continua a rappresentare un tappo, un freno quanto mai efficace alle mobilitazioni popolari contro le misure suicide –e genocide, economicamente e socialmente parlando – della troika.


Gli studenti ieri hanno dato una dimostrazione di forza non scontata in un paese in cui le piazze degli ‘adulti’ rimangono vuote. E lo hanno fatto con una piattaforma chiara, netta, azzeccata: no ai tagli, no al governo Monti e ai suoi tecnici, no alla cosiddetta austerità targata Ue. E anche le reazioni alle botte di ieri sono apprezzabili. Di seguito i comunicati degli studenti romani e di quelli torinesi.



Oggi 5.10.12 la città di Roma è stata invasa dagli studenti dell’Assemblea Cittadina dei licei romani. Questa data è nata dall’assemblea in Val di Susa, convocata dalla rete nazionale studaut, dove gli studenti di tutta l’Italia hanno sentito l’esigenza di scendere in piazza, per esprimere un’opposizione sociale reale al governo Monti e alle politiche di austerity che stanno sempre più strette a tutta la cittadinanza. Le istituzioni sottolineano continuamente la mancanza di fondi per l’istruzione mentre lo stato spende 500 milioni per cacciabombardieri e 2 cm di Tav corrispondono a una borsa di studio universitaria, legittimando queste scelte come tecniche e non politiche. In un quadro di drammatica trasformazione politica, la scuola rimane ancora una volta un luogo di costruzione e progettazione, opposizione e conflitto. Gli studenti infatti contrastano le politiche di questo sistema scolastico e se ne riappropriano dall’interno vivendo le proprie scuole e creando dal basso controcultura attraverso cineforum, mercatini di libri a prezzi popolari, ecc… per dare una risposta concreta alla crisi, producendo momenti di riflessione e conflitto. Queste iniziative si oppongono al progetto di scuola-azienda che questo governo, come il precendente, vuole realizzare attraverso il DDL Aprea e i test Invalsi, che mirano esclusivamente ad un appiattimento culturale generale e alla costruzione di una scuola che premi il merito e ignori i problemi. Il tentativo della questura di Roma, oggi, è stato quello di impedire che gli studenti raggiungessero il centro storico per manifestare la loro rabbia davanti ai palazzi del potere, opponendosi fisicamente, con uno sproporzionato impiego delle forze “dell’ordine”, al regolare svolgimento del corteo. Nonostante ciò, gli studenti non si sono arresi e fino all’ultimo hanno portato in piazza la loro determinazione. I manifestanti infatti, estenuati da una pessima gestione della piazza da parte della questura, che aveva il palese intento di emarginare e minimizzare la protesta, hanno tentato di riappropriarsi ancora una volta delle proprie strade. Nei pressi di Porta Portese, i soggetti che giorno dopo giorno militarizzano la nostra città hanno risposto all’iniziativa degli studenti non con semplici cariche di alleggerimento, inadeguate soprattutto contro un corteo costituito prevalentemente da minorenni, ma peggio, con una vera e propria esplosione di violenza verso gli studenti, minacciando, picchiando, manganellando, arrivando addirittura ad arrestare un quindicenne estraneo ai fatti, trascinandolo per terra. Dopo lo scontro e dopo essersi assicurati dell’imminente rilascio del ragazzo, il corteo non si è comunque arrestato ed ha ripreso il percorso fino a Piramide, dove al momento dello scioglimento ha pubblicamente denunciato la gravità dei fatti avvenuti in precedenza. Gli studenti oggi non si sono fatti intimorire dalla gestione tirannica, del sindaco Alemanno, della città, ma anzi hanno avuto la dimostrazione del fatto che l’unica risposta che il governo e le istituzioni sanno dare è di tipo poliziesco e militare.

LA VOSTRA REPRESSIONE NON FERMERA’ LA NOSTRA VOGLIA DI LOTTARE, QUESTO NON E’ CHE L’INIZIO

Studenti Medi in Mobilitazione – Roma



 
Oggi, 5 Ottobre 2012, gli studenti e le studentesse torinesi e valsusini sono scesi in piazza, come in molte altre città italiane, per manifestare il proprio dissenso e la propria rabbia nei confronti della situazione politica attuale. Il nodo principale della giornata è stato quello di smascherare, di indicare in maniera chiara, i responsabili delle politiche che stanno riducendo il paese in ginocchio. Non solo parlare del governo tecnico, che di fatto è il governo che si è assunto il compito di portare avanti quelle politiche di austerity tanto richieste dall’Europa e dai mercati, ma anche colpire chi a livello locale gestisce e continua a trarre profitto dalla condizione di crisi in cui la classe politica e finanziaria ci ha portato.

La città di Torino è infatti una delle più indebitate d’Italia, ha vissuto l’illusione delle Olimpiadi e una gestione totalmente asservita alle richieste di Intesa San Paolo, e i cittadini stanno pagando i prezzi di queste scelte. Fassino si è reso protagonista di uno smantellamento sistematico dei servizi pubblici (dagli operatori sociali, agli asili nido…), di una gestione che fa ricadere il costo della crisi sempre sugli stessi soggetti sociali: studenti, lavoratori, disoccupati, famiglie…

Ma se da un lato vediamo servizi e beni essenziali tagliati, il continuo aumento delle tasse scolastiche, degli abbonamenti GTT, dei libri, dall’altro ogni giorno assistiamo a politici di ogni colore che si appropriano indisturbatamente dei nostri soldi, attraverso strumenti di ogni tipo: appalti truccati, rimborsi gonfiati, bonifici e assegni…

Proprio per andare a chiedere conto in maniera diretta ai responsabili di queste vere e proprie rapine ai danni della popolazione questa mattina gli studenti hanno deciso di deviare da via Pietro Micca su via XX Settembre, per dirigersi verso la sede della regione di palazzo Lascaris. La risposta della questura è stata però immediatamente dura e provocativa. Il corteo è stato bloccato, e dopo alcuni minuti, in seguito alla determinazione degli studenti e il rifiuto di tornare indietro, la polizia ha caricato quest'ultimi per decine di metri, causando diversi feriti e fermando una quindicina di medi, due dei quali tutt’ora in stato di fermo. Gli studenti si sono poi ricompattati lungo via Garibaldi, per dirigersi sotto il comune, chiedendo la liberazione dei ragazzi fermati, e per poi continuare il corteo lungo le vie del centro. Il corteo si è sciolto davanti a Palazzo Nuovo, dove sono stati dati alle fiame i manichini raffiguranti alcune delle facce dei politici contestati: Monti, Profumo, Fornero, Fassino Cota.

Vi invitiamo tutti all'appuntamento di mercoledì prossimo alle ore 17 a Palazzo Nuovo per organizzare le prossime iniziative.

mercoledì 26 settembre 2012

Avete un'idea di quello che sta realmente accadendo in Grecia?

Il Blogger greco Keeptalkingreece racconta gli ultimi giorni in Grecia, le difficoltà della gente, le proteste, i sussulti (o l'agonia) del governo

da investireoggi 


20 settembre 2012 – La mattina inizia con la metropolitana, il tram e il treno urbano in sciopero. Gli 800-900 mila residenti ad Atene sono costretti a cercare vie alternative per andare al lavoro. Coloro che ancora hanno un lavoro. Perché, secondo i dati ufficiali, quasi un greco su quattro non ha un lavoro e non ha reddito. Molto probabilmente non ha neanche un auto.

Questo giovedì mattina si è scoperto che la maggior parte di questo gruppo sociale privilegiato ha anche una macchina. La gente ha usato l’auto per andare al lavoro. E si è trovata bloccata nel traffico.
 

Colloqui sull’Austerità

La giornata è proseguita con il tentativo della leadership politica e del team che guida l’economia di ‘chiudere’ il pacchetto di austerità di 11,5 miliardi di euro – come condizione della Troika per assegnare la tranche di 31 miliardi di salvataggio.

Sembra che ci sia un certo disaccordo tra i partner del governo sulle misure, tra il governo e la troika, e tra la stessa troika.

Le ulteriori misure non portano al risultato essenziale. La Troika vuole misure di risparmio di 11,5 miliardi di euro. Il governo greco non è attualmente in grado di presentare più di 9-9,2 miliardi di euro. Troppe obiezioni da parte dei due partiti della coalizione di governo PASOK e Sinistra Democratica. Come ha accennato il Ministro delle finanze Stournaras, la tranche e le misure per il momento potrebbero essere ridotte. E la differenza (misure per 2-2,5 miliardi di euro) potrebbe arrivare in seguito, insieme al resto della tranche del salvataggio.
 

Pacchetto di Austerità e Tranche del Salvataggio

Da questi 31 miliardi, il mio vicino di casa o mio padre non vedranno nulla. Saranno spesi per la ricapitalizzazione delle banche e dei debiti statali in essere verso i creditori privati.

Mio padre è un pensionato da 600 euro al mese. Egli non ha alcun debito da rimborsare, né ha in programma di indebitarsi. Né per scopi privati, né a fini commerciali. Mio padre non è mai stato coinvolto in affari con lo stato come fornitore di qualsiasi tipo. Così, pensa che non avrebbe alcun guadagno dal piano di salvataggio. Tuttavia, egli è chiamato a pagare più tasse (1.000 E per il 2012 e 500E in anticipo per il 2013). Quando è andato all’ufficio delle imposte per fare un accordo, ha detto loro che a causa di due operazioni di cancro e un pacemaker impiantato da poco aveva buone probabilità di essere un contribuente … morto nel 2013.

Il mio vicino è senza lavoro. Anche lui ha figli e una moglie che porta a casa 900 euro. Nemmeno lui crede che il piano di salvataggio potrebbe contribuire a costruire un futuro per i suoi figli, come propagandato dal governo. Infatti, l’uomo è disperato. Dopo forti pressioni da parte di sua moglie e dei suoi familiari, ha cercato un neurologo. Gli ha diagnosticato ‘depressione’. L’uomo sta a casa tutto il giorno, non parla, non mostra alcun interesse. Come parte della terapia il medico gli ha proibito di guardare la televisione e sicuramente non le notizie di prima serata. La sua famiglia è in ansia per il progresso della sua malattia. E che potrebbe fare qualcosa di inaspettato …
 

Proteste

Questa mattina 26 settembre 2012, poliziotti, pompieri e guardie costiere in protesta hanno avuto un assaggio di quel che migliaia di manifestanti stanno inalando da due anni. Hanno respirato i gas lacrimogeni. Da parte dei colleghi della polizia antisommossa. Non era mai successo prima. Ma per ogni cosa c’è una prima volta.

Allo stesso tempo, marinai e metalmeccanici hanno fischiato il ministro delle finanze Yiannis Stournaras che ha avuto l’idea geniale di scendere in mezzo alle masse dei manifestanti anti-austerità e anti-tagli-salariali.

Anche i giudici sono in una sorta di ‘sciopero’ e si rifiutano di portare il lavoro a casa, e di fare gli straordinari. E se questo non bastasse – udite! udite! – vogliono avere degli uffici nei tribunali, e quindi i computer e l’accesso ai data base! Essi ritengono che i loro imminenti tagli salariali siano contro la Costituzione, che prevede che i loro stipendi siano equivalenti a quelli dei parlamentari. “Se i nostri salari sono da tagliare lo stesso dovrebbe accadere agli stipendi dei parlamentari” dicono, cosa del tutto corretta!

Allo stesso tempo, ci sono piccole notizie che rendono la zuppa dell’austerità più piccante: per esempio, i proprietari degli autobus turistici assegnati per il trasporto degli alunni alle scuole a partire da domani fermeranno i loro servizi in Attica. A causa dei debiti in sospeso dello stato.
 

Sanità? Quale sanità?

Ai Medici ospedalieri di Stato non sono stati pagati gli straordinari da diversi mesi.
I dipendenti dei centri diurni per l’Alzheimer negli ultimi sei mesi non sono stati pagati. Un incontro con il ministro della Sanità è finito male. Sembra che il ministro ritenga che le persone dovrebbero lavorare senza paga.

Allo stesso tempo, i pazienti assicurati continuano a pagare i farmaci delle prescrizioni di tasca propria, dato che i farmacisti in 18 prefetture del paese continuano e continueranno a boicottare l’organizzazione nazionale dell’assistenza sanitaria fino al 30 settembre 2012.

PS Un’amica ha trascorso l’intera mattinata di giovedì girando più di sette farmacie al Pireo per trovare tutti insieme i cinque farmaci diversi necessari per la malattia cronica di sua madre. Non c’è riuscita. Ha trovato un farmaco in una farmacia, due in un’altra e due in un’altra. Tuttavia, non è possibile utilizzare una stessa prescrizione in diverse farmacie. Dove sono i farmaci?

Articolo originale: Do You Have an Idea What’s Really Going On in Greece?



mercoledì 16 maggio 2012

Piazza Macao – Atto secondo!


Piazza Macao – Atto secondo!



Dopo l’intensa giornata di ieri, oggi possiamo dirlo con convinzione:

è nata piazza Macao!

Ore 19.20
Un intervento di Giovanni sottolinea la necessità di aprire un tavolo di confronto tra gli occupanti, il Comune (che ha riconosciuto l’importanza delle questioni degli spazi vuoti e sfitti in città) e la proprietà della Torre Galfa. MACAO puo’ essere in tanti posti di Milano: piazza Affari, galleria….MACAO adesso é arrivato a Milano!
Ore 19.15
Daria: quello che stiamo facendo é pratica, questa pratica deve continuare! Abbiamo l’esigenza di stare insieme e stare qui, tornare a casa ognuno nella sua stanzetta non è MACAO! Non allontaniamoci da qui, non era un simbolo prima, siamo noi che lo abbiamo reso un simbolo!
Maddalena legge la proposta di costituzione del comitato. Altri intevengono: essere qui é bello e importante, aver liberato un posto cosi’ é un atto politico, l’arte é il modo di dire le cose, dire cose é politica. Ringraziamo Pisapia di essere venuto qua, ma MACAO libera i luoghi, non li chiede! Ci devono dire che cosa vogliono fare di questo grattacielo vuoto. Spostiamoci, liberiamo altri posti, portiamo l’attenzione anche in altri luoghi di Milano!
Ore 18.30
Proseguono gli interventi: come proseguiamo questo percorso? Dove? Con quali forme? Con che continuità rispetto a quanto fatto fino ad ora? Come manteniamo un alto livello di conflitto e di contraddizioni scoperte?
E ancora: proseguiamo con assemblee pubbliche, convocate in modo da avere massima partecipazione e trasversalità, in luoghi simbolici e di senso come questo, luoghi della nostra città in cui possiamo portare ragionamenti e idee. Uno dei luoghi può essere anche questo, tornare per continuare a denunciare la catena di potere che ha portato allo sgombero. Prendiamoci qualche giorno per discutere i nodi cruciali anche in forma itinerante, coltivare le nostre intelligenze e darci risposte che diventino corpo collettivo.
Ore 18.15
Inizia l’assemblea. Primo intervento: “Ieri il sindaco ci ha fatto una finta proposta proponendoci l’ex Ansaldo come spazio per la creatività attraverso la partecipazione a un bando. Non possiamo accontentarci di questo. La Torre Galfa sta smascherando le logiche di potere contro cui ci battiamo, come dimostra il fatto che il direttore della Fondiaria Sai sia il figlio del Ministro Cancellieri. La torre è un simbolo, abbiamo toccato qualcosa di importante. C’è fatica fisica e ci sono problemi logistici non indifferenti, stare qui per strada è difficile. Come ci organizziamo per restare?”.
Ore 18.10
Le ultime prove all’impianto e tra poco si parte con l’assemblea. Il vento soffia. Forte. Accorrete!
Ore 18.00
Da Roma arriva anche via video la solidarietà del Teatro Valle

Ore 17.00
Boeri si pronuncia sullo spazio ex-Ansaldo: ”La struttura ex Ansaldo nel suo  complesso ha una vocazione di polo pubblico dedicato alla cultura e alla creatività e  comprenderà, oltre all’Officina della Creatività, il nuovo Museo dell’interculturalità, la sede del Forum della Città Mondo, i laboratori e le sale prova del Teatro alla Scala, il museo e i laboratori per le marionette Colla, i futuri spazi per le collezioni etnografiche, sperimentazioni ed eventi culturali, anche rivolti alla moda e al design. Nello specifico, gli spazi che il Comune potrà mettere a disposizione per l’Officina della Creatività sono stati individuati nell’immobile verso via Tortona. Alcuni di questi spazi per circa 3.000 mq. sono già immediatamente agibili, mentre altri, di circa 3.000 mq., necessitano di interventi di recupero funzionale”.
Ore 16.45
E’ appena giunta la notizia che questa sera Maurizio Landini, segretario generale della Fiom sarà a Macao.
Ore 16.30
L’assemblea è finita, ripartono i tavoli di lavoro e i preparativi per la serata. La prossima assemblea è alle 18.00, venite tutti! Numerosissimi, ci sarà da prendere una decisione importante!
Ore 16.00
Intanto sul web, monta il caso Ministro Cancellieri-Macao in seguito a un articolo pubblicato da Il Corsaro. La Torre Galfa è infatti stata acquistata per 48 milioni da Immobiliare Lombarda, società del gruppo Fondiaria Sai, il cui direttore è Piergiorgio Peluso, figlio della Cancellieri.
La domanda che più o meno velatamente riecheggia sul web in queste ore è:  c’è un legame tra la decisione di sgomberare Macao e le parentele del Ministro Cancellieri? In particolare, il gruppo ALBA, dichiara: “l’ex prefetto Cancellieri – proprio per i suoi legami famigliari con Immobiliare Lombarda da un lato e con l’esecuzione dello sgombero dall’altro – si sia rivelata decisamente incompatibile con la carica di Ministro dell’Interno”.
Gli aggiornamenti più vecchi proseguono sotto la galleria




 Ore 15.45
Continua l’assemblea, ma tutte le decisioni sono rimandate a stasera per permettere di partecipare am maggior numero di persone possibile.
Tra gli interventi: “Serve un luogo fisico per continuare a lavorare. Ma Macao non si risolve in uno spazio, è una collettività per la collettività e lo dimostra il fatto che lo sgombero che di solito uccide le esperienze è stato per noi nuova vita. Bisogna mantenere la capacità di essere moltiplicatori”.
Ore 15.00
Dal tavolo spazi nasce un’assemblea: qual è il senso da dare a Macao oggi che non è più nella Torre? Deve partire la caccia ad altri spazi? Deve continuare il presidio sotto via Galvani?
In uno degli interventi vengono ribadite le perplessità rispetto all’offerta portata da Pisapia in assemblea riguardo all’ex-Ansaldo: “Non vogliamo partecipare a bandi, non vogliamo creare associazioni, siamo cittadini liberi e vogliamo spazi liberi”. E ancora: “Macao è l’ultimo arrivato ed è il primo che ha aperto le porte”.
Ore 14.15
Proseguono i tavoli: spazi, comunicazione, programma e formazione.
Fitto il programma per il pomeriggio:
- alle 14.30 parte il workshop di fotografia sociale di Ico Gasparri
- alle ore 15.00 previsti Isola Art Center, arte autogestione, di Marcella Angolani di Brera e un laboratorio teatrale sull’attore
- alle ore 16.00 inizio del contest di aquiloni
- alle 18.00 ASSEMBLEA
- alle 19.00  il workshop di Serpica Naro, portare magliette, mutande, calzini e tutto quello che serve per stencilare!
Serve l’aiuto di tutti: dalle 18 urge il contributo di volontari per la sicurezza e la turnazione all’accesso bagno e bar.
Chi ha chiavette internet le porti!

Ore 14.00
Macao continua: sono partiti alcuni tavoli, ad esempio quelli di architettura e formazione. Servono tende, coperte, acqua, cibo, attrezzi da lavoro, chiodi, bulloni, cancelleria di ogni genere, anche penne e fogli! Dai dai dai!
Ore 12.30
Si è appena conclusa l’assemblea,  la prossima si terrà alle ore 18. C’è bisogno di chiavete internet o soluzioni per internet o elettricità!
Ore 12.00
Intanto fioriscono e volano tra i social network le prime produzioni artistiche della serata di ieri. Paolo Castaldi live sotto la Torre Galfa realizza una tavola a fumetti. La nona arte ieri sera c’era!

Ore 11.45
Arriva una bellissima notizia: domani sera gli studenti del Conservatorio “G. Verdi” si esibiranno a Macao! L’orchestra, che di nome fa “Macao Production”, è aperta a tutti i musicisti che spontaneamente vorranno esserci ed eseguirà l’Ouverture delle Nozze di Figaro e la Sinfonia n.4 di Mendellsohn. Aderite numerosi, il concerto inizierà alle 22.00 di giovedì! Ritrovo nel piazzale della Stazione Centrale alle ore 21.30 per poi raggiungere in corteo Piazza Macao!

Ore 11.30
L’assemblea va avanti. Macao riflette sulla propria casa: dove, come e perché? Intanto l’idea è quella di portare avanti i tavoli di lavoro dalla strada.
Ore 11.00
L’affluenza aumenta di minuto in minuto. Piazza Macao è già invasa da centinaia di persone! Ecco il programma della giornata:
- dalle 11.00 “Lezione aperta di filosofia” a cura di Enrico Lucci/docente di filosofia alla NABA
- dalle 15.00 “Arte ed Autogestione” a cura di Marcella Anglani(Brera), Marco Scotini(NABA), Bert Theis(Isola Art Center), Tiziana Villani(NABA)
- dalle 18.00 “Atelier Serpica Naro” laboratorio di Moda Autoprodotta

Ore 10.30
Inizia l’assemblea per parlare della giornata di ieri e decidere che cosa fare. Intanto la fantasia naviga a gonfie vele: oggi in piazza Macao si terrà un contest di aquiloni!
Ore 10.00
Sole, vento, colazione davanti alla Torre Galfa sgomberata. Gli ultimi a svegliarsi smontano le tende in cui hanno passato la notte. Il presidio va avanti con una cinquantina di persone.


martedì 15 maggio 2012

Stanno perdendo la testa. Solidarietà con il centro culturale MACAO


La scelta di sgomberare con la forza, a Milano, la Torre Galfa occupata dal Centro culturale MACAO è l'espressione di un Governo (e di una maggioranza) che hanno perduto il controllo dei propri nervi e del loro Paese. Ieri le dissennate dichiarazioni del ministro Cancellieri sul movimento NO TAV, oggi questo gesto inconsulto a favore dello speculatore Ligresti e contro la parte più creativa e viva del Paese, che aveva restituito alla cittadinanza uno spazio prezioso, dimostrano - come ha detto Dario Fo - quanto terrorizzato, irrazionale e pericoloso stia diventando questo potere, consapevole del proprio distacco dalla popolazione, dell'inefficacia della propria azione e dell'imminenza di un redde rationem per loro disastroso.
Invitiamo tutti gli aderenti e i simpatizzanti di ALBA- soggetto politico nuovo- Alleanza per Lavoro, Beni Comuni e Ambiente, a dimostrare concretamente la propria solidarietà al Centro Macao e a mobilitarsi per bloccare questa deriva inaccettabile. Crediamo in particolare che l'ex prefetto Cancellieri si sia rivelata decisamente incompatibile con la carica di Ministro dell'Interno. Crediamo anche che i partiti politici che sostengono questa assurda, pericolosa, insostenibile linea non possano più godere di alcuna comprensione o franchigia.

ALBA- soggetto politico nuovo- Alleanza per Lavoro, Beni Comuni e Ambiente
Comitato esecutivo
 
Firma e fai Firmare il manifesto a 

mercoledì 29 febbraio 2012

La parabola del santo carabiniere. Dal vangelo secondo La Russa

Sconvolgente, non si può definire diversamente la propaganda giocata sul filo dell'allegoria sacra: il carabiniere pecorella e il NO-TAV lupo cattivo. Hanno colto al volo l'occasione per disperdere quel poco di memoria che riusciamo ancora a tenere viva, delle infinite violenze del potere contro chi dissente: l'icona del carabiniere è l'immagine perfetta del lavacro mediatico del potere che si emenda di ogni colpa, mero riflesso dell'astuzia del maligno, e rivela il nuovo vangelo, quello che vede carabinieri e potenti della terra incamminarsi verso un cammino di speranza fra folle di penitenti. Hanno scomodato persino Pasolini. Un uomo contro un altro uomo, immagine astratte al di fuori del tempo e dello spazio, che rappresentano l'eterna contesa fra il bene e il male. I fatti non c'entrano, la macelleria messicana della Diaz fa parte della narrazione epica del male, le botte alla stazione non sono aggressioni quelle, sono l'epifania del bene contro il male, l'immagine sacra degli angeli in divisa che schiacciano i diavoli riottosi e malvagi. Il bene bipartisan vince, il male è sconfitto. La Russa è il bene, e per proprietà transitiva è bene tutto ciò che egli rappresenta, compreso il padrone Berlusconi, lo stalliere Mangano e il mafioso dell'Utri. È bene il TAV, è bene fregarsene dei fatti che dimostrano l'inutilità di un'opera scellerata, è bene il profitto delle coop rosse. È bene anche la precarietà del lavoro, il licenziamento, la distruzione dell'ambiente, è male la protesta. Si è visto in modo inequivocabile nella strafottenza del NO-TAV, maligno e luciferino anche nelle sembianze. Oltre ogni dubbio mondano è bene Monti.
Tutto si ammanta dell'eroismo del carabiniere e si illumina di incenso, quello che resta è cenere.

domenica 16 novembre 2008

Genova 2011

NOI CHE ABBIAMO VISTO...

Sono stato a genova nel 2001, come sanitario del GSF e ho visto tutto quello che c'era da vedere: teste rotte, nasi sanguinanti, cariche della polizia contro gente inerme, elicotteri che sparavano lacrimogeni dall'alto. Ho percepito il panico della folla e mi sono misurato con la mia paura. Quello che è accaduto è grave, ma ancora più grave è l'assoluzione dei responsabili di tutto ciò. 
Sul treno che mi riportava a casa, una volta che tutto sembrava finito, ho appreso della Diaz, ma non mi sono meravigliato, ho solo provato rabbia e vorrei che quel collega con gli anfibi militari provasse per una mezz'ora quello che lui ha fatto provare ad altri.
Quando sento parlare di mattanza, il mio pensiero oltre che a Genova, va alle  mattanze in America Latina e in Africa, dove la repressione è feroce e le mattanze significano centinaia o migliaia di morti. A Genova, Carlo Giuliani è morto, ha pagato il prezzo della nostra presunzione di cambiare il mondo. Nessuno pagherà per questa morte come nessuno ha pagato per le tante stragi in tutto il mondo, commesse nel nome di un'unica logica: mantenere in piedi un mondo dove una minoranza si ingrassa sulla pelle della maggioranza  e divora l'ambiente come un'idrovora impazzita.
Io credo fermamante che le ideologie non servano a niente, stiamo per affrontare una crisi che richiederà il massimo di coesione fra coloro che abbiano un minimo di barlume etico. Ci saranno altre Genova e ci saranno gli appestati di turno che diverranno capri espiatori.
Che senso ha continuare a dividerci?
 

Franco Cilli